Le banche spingono lo yuan

Le aziende che fanno affari con la Cina stanno cominciando a essere sollecitate da alcune banche internazionali a snobbare il dollaro in favore dello yuan per il «settlement» delle operazione commerciali: mentre le autorità di Pechino stanno introducendo graduali riforme per espandere il ruolo internazionale della valuta nazionale, vari istituti bancari stranieri mostrano di voler cavalcare le nuove opportunità a disposizione, anche al fine di posizionarsi prima e meglio dei concorrenti sulla direttrice di un business destinato a una rapida espansione.
In prima fila ci sono i due colossi bancari più orientati sull'Asia: Hsbc e Standard Chartered, che hanno cominciato a offrire forme di incentivazione – anche sotto forma di sconti sulle commissioni – per chi passa ai settlement in valuta cinese. Banche statunitensi come Citigroup e JPMorgan stanno organizzando road-show internazionali per promuoverne l'utilizzo, mentre il Bbva sta preparando simili iniziative presso i gruppi sudamericani che esportano in Cina. È solo da un anno che Pechino ha cominciato a consentire un limitato utilizzo dello yuan per operazioni commerciali all'esterno; nei mesi scorsi quello che era iniziato come un progetto-pilota, limitato ad alcuni Paesi asiatici, è stato esteso a tutto il mondo. Così nel primo semestre di quest'anno le operazioni commerciali cross-border nella valuta cinese sono aumentate di 20 volte rispetto al secondo semestre dell'anno scorso, a un valore di oltre 70 miliardi (10,4 miliardi di dollari), mentre cresce il numero di società cinesi che chiedono al partner estero di accettare il pagamento in yuan.

27/08/2010