LANCET: LOTTA FRODI ACCADEMICHE

LANCET: LOTTA  FRODI ACCADEMICHE
Pechino, 8 gen. - In Cina c'è un urgente bisogno di lottare contro le frodi accademiche: lo sostiene il britannico Lancet, tra le più importanti riviste mediche al mondo, in un articolo pubblicato oggi. "Per rendere credibile l'obiettivo indicato dal presidente Hu Jintao, quello di diventare una superpotenza della ricerca entro il 2020, la Cina deve prima assumere un ruolo da leader nel campo dell'integrità scientifica" si legge nell'articolo. Secondo il Lancet "il governo cinese deve utilizzare i recenti episodi come stimolo per rinvigorire gli standard d'insegnamento dell'etica della ricerca e per la condotta della ricerca stessa, e fissare procedure solide e trasparenti nell'individuazione e nella punizione delle falsificazioni accademiche". Il richiamo arriva dopo la scoperta di una serie di frodi perpetrate da due equipe di ricercatori cinesi in una serie di saggi pubblicati a partire dal 2007. La rivista specialistica Acta Crystallographica Section E ha rivelato che gli studi e le pubblicazioni ad opera delle squadre di Hua Zhong e Tao Liu, due professori dell'Università di Jingjangshan, nella provincia orientale del Jiangsu, erano frutto di una sistematica manipolazione e falsificazione dei dati scientifici. Le due equipe avevano annunciato l'invenzione di più di 70  nuovi composti nel campo della cristallografia, fondamentali per la creazione di nuovi preparati nel settore della scienza dei materiali, ma le loro scoperte erano in realtà basate su esperimenti già messi a punto da altri accademici, cui le due equipe cambiavano uno o due atomi per presentare i loro ritrovati come completamente nuovi. Secondo gli esperti della pubblicazione scientifica, la frode potrebbe essere molto più estesa.  Quello della Jingjangshan è solo l'ultimo di una serie di scandali che hanno colpito il mondo accademico cinese, tanto da convincere il ministro dell'Istruzione Zhou Ji a convocare un forum sull'argomento nel marzo scorso. Secondo un rapporto pubblicato in novembre da Thomson Reuters la Cina è ormai seconda solo agli Stati Uniti per mole di studi scientifici pubblicati e già nel 2006, secondo un rapporto pubblicato dall'OECD, la Cina aveva superato il Giappone classificandosi come terzo paese al mondo per investimenti in ricerca.