La tollerante censura cinese

:Il rapporto tra il governo cinese e internet è più complesso di quanto possa apparire a una superficiale lettura occidentale. Pechino ha pubblicato un "libro bianco" su internet, dove la definisce «una materializzazione della saggezza umana» e s'impegna a renderla accessibile al 45% dei suoi abitanti (1,3 miliardi). Come si concilia questo programma con la famosa censura cinese? Secondo Google è paradossale il contrasto, nel paese, tra crescita socio-economica e censura. Non c'è dubbio che in Cina internet sia meno libera che in Europa o in Nord America. Ma il confine tra lecito, illecito e tollerato è sottile e confuso, in Cina, come abbiamo potuto appurare navigando in tre città. A Hong Kong tutto è libero, sul web. A Shenzen e Shangai si finisce sotto il firewall e la navigazione non solo è a ostacoli ma anche molto lenta. E tuttavia: nell'aeroporto di Shenzen, lo Stato fornisce Wi-Fi gratuito, anonimo e senza password. Si può dire che in Italia il Wi-Fi è più protetto che in Cina. E il firewall? Non blocca Google, ma Facebook, YouTube e vari siti. Eppure in cinque minuti abbiamo trovato, su un forum, il link a un sito proxy che ci ha fatto accedere a qualunque sito. Difficile credere che la macchina dietro al grande firewall ignorasse l'escamotage. È proprio gestendo quel confine incerto (un po' vietando, un po' tollerando e un po' abilitando all'accesso) che la Cina cerca un equilibrio tra crescita e controllo del web.
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24/06/2010