La Svizzera ora corteggia la Cina

DAVOS
La Svizzera, padrona di casa del World Economic Forum (Wef) quest'anno vuole sfruttare più che in passato l'occasione del convegno mondiale nella cittadina grigionese. I ministri elvetici presenti a Davos in questi giorni sono ben cinque, sui sette che compongono il Governo svizzero. La Confederazione ha due obiettivi principali in questa fase: ridurre l'isolamento politico provocato dalle controversie sul segreto bancario e compensare almeno in parte l'effetto di freno del franco forte sulle esportazioni, ampliando l'area degli accordi economici e commerciali a paesi in forte crescita come la Cina. L'economia svizzera va meglio di molte altre, ma il super-franco è un problema.
Il volume degli incontri preannunciati, dentro ed a margine del Forum, è impressionante. Il ministro degli Esteri e presidente di turno della Confederazione, Micheline Calmy-Rey, vedrà molti capi di Stato e d Governo. Ma l'offensiva diplomatico-economica è sulle spalle soprattutto del ministro dell'Economia, Johann Schneider-Amman, che avrà numerosi incontri e firmerà una serie di accordi.
I rapporti con l'Unione Europea, con la quale la Svizzera effettua i due terzi dei suoi scambi commerciali, sono cruciali. Dopo due tornate di accordi bilaterali già in vigore, Berna vuole aggiungere un altro tassello. Su quali dossier ufficialmente non è stato ancora detto, ma è facile pensare che la fiscalità, l'energia elettrica, forse anche parte dell'agricoltura, possano far parte di nuovi bilaterali. Con la Germania e la Gran Bretagna, Berna è già a buon punto sulla strada di un nuovo accordo sulla tassazione del risparmio dei non residenti in Svizzera, che punterà ad ampliare molto l'attuale euro ritenuta in cambio del mantenimento dell'attuale segreto bancario. Il Governo svizzero intende far avanzare il concetto pure in sede Ue, anche se sin qui ha subito l'opposizione, dell'Italia in particolare.
Ma nuovi accordi bilaterali con Bruxelles servirebbero anche a facilitare ulteriormente i rapporti economici. Schneider-Amman incontrerà in questi giorni, tra gli altri, i suoi omologhi tedesco e francese: Rainer Brüderle e Christine Lagarde. Il ministro elvetico dell'Economia agirà però anche in altre aree. Ieri è stato annunciato un accordo economico «per la modernizzazione» con la Russia. Oggi vi sarà poi la firma qui a Davos per il varo ufficiale dei negoziati di libero scambio con la Cina. Sabato sarà poi la volta della riunione di 25 ministri economici di Paesi aderenti alla Wto, riunione che ha in parte una regia elvetica, per l'ennesimo tentativo di sbloccare l'eterno negoziato del Doha Round, per la liberalizzazione ulteriore degli scambi mondiali.
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28/01/2011