La sovracapacità colpirà anche gli emergenti

Mentre i costruttori di auto scrutano con preoccupazione (soprattutto quelli europei) l'orizzonte del 2011, uno studio della Kpmg dal titolo «Creating a roadmap for change» cerca di immaginare gli scenari delle quattroruote più a lungo termine. Dal sondaggio condotto dalla società di consulenza fra oltre 200 top manager del settore emergono conferme (la preoccupazione per l'eccesso di capacità produttiva, anche nei principali paesi emergenti) e trend affascinanti, come il potenziale influsso delle nuove esigenze di mobilità sul tipo di veicoli.
Partiamo proprio da questo risultato. Secondo il 76% degli intervistati, «il design e la progettazione di nuovi modelli saranno sempre di più orientati e funzionali ai processi di pianificazione urbana». Questo perché «la crescita della popolazione e i processi di urbanizzazione sempre più regolamentati stanno determinando profondi cambiamenti nella domanda. Con la diffusione di zone a traffico limitato (in metropoli come Londra e Shanghai) o di intere aree verdi (come in alcune regioni della Germania) sta maturando una nuova sensibilità da parte dei consumatori».
Che impatto avrà sulla domanda di auto? «In futuro si avranno sempre di più modelli pensati per utilizzi specifici (city car, vetture per i pendolari, fuoristrada, tempo libero) con notevoli impatti per le politiche di marchio delle case automobilistiche». Naturalmente i costruttori sanno che i consumatori difficilmente potranno permettersi un'auto diversa per ogni situazione: quindi dovranno mettere in campo vere e proprie «piattaforme integrate per la mobilità» che consentano alla clientela – per esempio – di comprare un veicolo ma di poter disporre di un altro in affitto in caso di esigenze particolari. Qualcuno ha già avviato i primi esperimenti: Daimler, Peugeot, Bmw stanno già investendo in modo consistente in questo ambito. Daimler, ad esempio, ha lanciato il programma di car sharing Car2go, Nissan-Renault, sta promuovendo un programma simile basato su veicoli elettrici, il gruppo Psa sperimenta Mu by Peugeot. Per circa il 10% dei rispondenti saranno proprio le «soluzioni di mobilità urbana» le killer application per farsi largo tra la concorrenza nei mercati maturi.
Per chi acquista una nuova auto, l'efficienza energetica rimane la priorità numero uno per il 91% degli intervistati. Importante anche il tema della sicurezza, segnalato dall'82% del campione come possibile fonte di vantaggio competitivo. Per circa l'80% degli interpellati saranno i veicoli con motori ibridi e quelli elettrici che guadagneranno maggiori quote di mercato nei prossimi cinque anni; e il 90% dei rispondenti sottolinea come siano già in corso importanti investimenti tecnologici sui motori ibridi ed elettrici. Peraltro la maggioranza degli interpellati, circa il 38%, è fermamente convinta che per consentire la diffusione su larga scala di veicoli elettrici a prezzi accessibili sia necessaria una qualche forma di sussidio governativo.
Tornando dagli scenari alla congiuntura, la sovraccapacità produttiva rimane una delle principali preoccupazioni per l'intero settore su scala globale. I due terzi degli intervistati ritengono che gli Usa siano il mercato che soffre maggiormente di eccesso di capacità produttiva, seguito da Giappone e Germania. Nelle previsioni dei manager, però, anche mercati emergenti come la Cina e l'India saranno toccati da questi processi nei prossimi cinque anni. Per quasi il 30% degli interpellati in Cina si dovrebbe registrare una sovracapacità di quasi il 20% rispetto alla capacità di assorbimento della domanda. Nonostante ciò la Cina rimane il mercato con le prospettive migliori: il 42% dei rispondenti si aspetta che le vendite di auto in Cina superino i 18 milioni di unità entro il 2015 (rispetto ai 14,7 milioni del 2010).
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06/01/2011