La scommessa vinta dei veicoli elettrici

Nella Cina Federico Vitali ha creduto in tempi non sospetti. Ermanno, il figlio minore, ha messo su famiglia a Yixing, nello Jiangsu, dove è marketing manager della sede cinese del gruppo Faam di Monterubbiano in provincia di Fermo specializzato nella produzione di accumulatori ad avviamento industriali e di veicoli ecologici.
Tecnicamente è stata scelta la formula della wofe (wholly foreign owned enterprise), vale a dire una società a responsabilità limitata interamente a capitale straniero.
«Tutto cominciò una decina di anni fa con l'apertura di un ufficio di rappresentanza a Nanchino – dice Vitali –. L'obiettivo, produrre qui batterie industriali per carrelli elettrici, ascensori e veicoli elettrici. I prodotti vengono poi venduti sul mercato asiatico e, in prospettiva, puntiamo su quello americano, tramite dei dealer specializzati nella vendita e assistenza di batterie industriali sparsi tra il nord e il sud della Cina».
«Le potenzialità ci sono. Allo stato attuale, nonostante la crisi, restano elevatissime - aggiunge Ermanno Vitali – il nostro settore in Cina continuerà a crescere a due cifre mentre in Europa è fermo a una media bassissima».
Ma anche durante la crisi l'azienda ha retto. «In Cina, ad esempio, abbiamo intensificato l'attività di supporto e ricarica delle batterie già in uso».
L'ambiente resta una priorità per Faam che ha ottenuto la certificazione Emas (eco-management and audit scheme) già sette anni fa.
Si punta al business dei veicoli ecologici. Alle Olimpiadi Faam, in collaborazione con il ministero italiano per l'Ambiente, ha venduto alla municipalità di Pechino 35 veicoli ecologici Smile, di cui 34 elettrici e uno a idrogeno. Circolavano nel villaggio olimpico a impatto zero.
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02/06/2010