La ripresa che tutto il mondo attende

di Sara Cristaldi Anche sotto i tetti dei grattacieli di Pechino una rondine non fa primavera. Il dato del consistente rimbalzo della produzione industriale a marzo (vedi articolo qui a lato) potrebbe quindi non essere foriero di una definitiva riaccensione dei motori dell'economia cinese. Una ripresa attesa in tutto il mondo.
Giovedì prossimo, certo, il Governo di Wen Jiabao annuncerà un deludente aumento del solo 6% per il Pil del primo trimestre: la crescita economica più bassa da 18 anni a questa parte. Ma, a detta della maggior parte degli analisti (cinesi e non), il peggio dovrebbe essere passato: la corsa, più lenta all'inizio, dovrebbe prendere velocità nel secondo semestre grazie all'iniezione di sangue fresco nelle vene dell'economia operata dal mega-pacchetto di stimolo varatoa fine 2008. Resta da vedere se per il 2009 la Repubblica popolare, nel suo sessantesimo anno di vita, riuscirà a garantirsi il tetto strategico di una crescita all'8%, necessaria per creare i 10 milioni di posti di lavoro in assenza dei quali il sistema sociale sarebbe sottoposto a tensioni potenzialmente dirompenti. Per giunta, nell'anno del nevralgico ventesimo anniversario del massacro della Piazza Tienanmen (4 giugno 1989).
Al di là delle pressioni internazionali, è questa la vera ragione dell'attenzione con cui i vertici cinesi guidano la macchina economica ancora non salva dai marosi della tempesta globale e della gelata della domanda internazionale. Di qui il pompaggio accelerato di nuovi crediti: 4.580 miliardi di yuan nel primo trimestre, quasi quanto emesso nel 2008 (4.900 miliardi). Risultato un'accelerazione degli investimenti domestici, specie in infrastrutture. E un vero boom, ad esempio, negli acquisti di automobili: +5% in marzo, pari a un record di 1,11 milioni di veicoli, secondo i dati dell'Associazione cinese dei produttori di auto.
Ma a far ripartire la macchina non basteranno progetti quali il collegamento ad alta velocità Shanghai-Nanchino o il ponte di 9,7 km tra Xiamen e Zhangzhou. La scommessa sta anche nell'ulteriore aumento dei consumi interni, a partire dalle campagne. A tal fine alla Cina contadina quest'anno andranno sussidi per 20 miliardi di yuan per l'acquisto di televisori e frigoriferi, con un contemporaneo aumento per le spese in welfare del 29 per cento. Ma questa è anche la scommessa più difficile e con la posta più alta.
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14/04/2009