LA PUGLIA DI NICHI VENDOLA

LA PUGLIA DI NICHI VENDOLA
Shanghai, 28 giu. – Nuove partenze e nuovi arrivi al Padiglione italiano, dove ieri pomeriggio è stato inaugurato il nuovo allestimento temporaneo, questa volta dedicato alla Regione Puglia. Un allestimento all'insegna del paesaggio naturale, dai toni del verde e dell'azzurro, perfettamente in sintonia con il messaggio che la regione – riferimento nazionale in tema di ambiente e energie rinnovabili – vuole lanciare al pubblico cinese. La parola al Governatore Nichi Vendola, intervenuto per la cerimonia del taglio del nastro, per una presentazione della Regione.

 

"La poesia nei fatti", scrive nel suo blog. Il tema "Better City, Better Life" quale poesia le suggerisce?

 

"Better City, Better Life" è la sintesi del concetto che la qualità urbana è specchio della qualità della vita. Oggi si avverte la necessità di un cambiamento e lo slogan dell'Expo 2010 rappresenta il contenuto di un nuovo modello di sviluppo. Le nostre economie sono basate su produzioni inquinanti e su cicli disinquinanti; dobbiamo invece puntare a rimuovere a monte quelli che sono i fattori di inquinamento. Personalmente, se l'agenda di Kyoto era molto mediocre, l'appuntamento di Copenaghen si è rivelato penoso. Siamo di fronte a problemi ultimi e non disponiamo di tempi supplementari: è giunto il tempo di fare della bio-politica.

 

 

Lei ricopre la carica di Governatore dal 2005 e, a seguito della rielezione dello scorso anno, resterà in carica per un altro mandato, fino al 2014. Quale è stato il suo impegno in questi anni sul fronte delle energie rinnovabili e della protezione ambientale? Quali sono i progetti futuri?

 

 

In questi anni ho sviluppato il concetto dell'eco-sostenibilità in parallelo con quello della protezione ambientale e del recupero della tradizione storica locale. Attualmente la Puglia detiene il primato italiano per la produzione di energia eolica, solare e delle biomasse. In questi tre settori, la produzione regionale rappresenta rispettivamente il 27,1%, il 18,6% e il 13,4% di quella nazionale. In dettaglio, per quanto riguarda l'eolico, in tre anni siamo passati da zero alla testa della classifica produttori. Se tutte le regioni italiane generassero altrettanta energia eolica della Puglia, la produzione nazionale sarebbe due volte quella della Germania. Sul fronte del solare, stiamo per dare inizio alla fase due dell'installazione dei pannelli fotovoltaici. Il nostro obiettivo è la "solarizzazione strutturale delle città" ovvero la copertura con pannelli solari di tutti gli edifici pubblici e di una parte degli edifici privati. Ci sono poi gli investimenti nella ricerca, in collaborazione con i centri universitari locali. Siamo giunti ad uno stadio di simulazione molto avanzata per l'aquilone 'Kite-Gen' che, sfruttando i corridoi del vento, raccoglie energia solare e eolica mentre fluttua in aria; così come abbiamo un ambizioso progetto per la gestione delle acque. Il programma è relativo all'acquedotto regionale e prevede l'alimentazione ad energia solare, il monitoraggio ad ultrasuoni dei punti di rottura e un sistema di riciclaggio delle acque per il loro riutilizzo in agricoltura. Inoltre, lo studio di architettura Fischer – in collaborazione con un'azienda di Altamura – sta progettando una "Torre rotante" con pannelli solari inseriti nelle facciate dell'edificio. La torre avrà funzione residenziale e, compiendo una rotazione su sé stessa in un giorno, sarà in grado di seguire il cammino del sole. Questo il quadro delle energie rinnovabili. Per quanto riguarda la protezione ambientale, grazie ad una legge varata nel 2008, il livello delle emissioni di diossine e di furani – due dei fattori più altamente inquinanti – si sono ridotti di un decimo, passando da 9 nanogrammi per metro cubo a 0,9.

 

 

Il 2 luglio prossimo, nella cornice del programma di eventi promossi dalla regione Puglia, si svolgerà il Forum "Energie rinnovabili: scenari di sviluppo ed esperienze a confronto". Quale lo scopo di quest'incontro? E più in generale della trasferta cinese?

 

 

Il Forum sarà un'opportunità per presentare i progetti già attuati e i risultati già ottenuti nella nostra regione in materia di energie rinnovabili, dialogare con gli operatori del mercato cinese, nonché illustrare in dettaglio il progetto della "Torre rotante". In una prospettiva più ampia, è in laboratorio un protocollo d'intesa con la regione del Guangdong. Un protocollo che pone al suo centro il rapporto tra l'economia e la natura e che ha ad oggetto gli scambi tra le imprese e la cooperazione in diversi settori, in primis la gestione delle acque. L'acqua è un bene prezioso, e un tema centrale nel contesto cinese. C'è spazio di collaborazione nel monitoraggio dei punti di rottura degli acquedotti, nei sistemi di fognature delle città, nella depurazione delle acque e in molto altro ancora.

 

 

Nel programma di eventi organizzati dalla Regione Puglia, vi è anche la rassegna cinematografica "Apulia. Scenes to Explore" che porterà a Shanghai cinque film e cinque cortometraggi. Si tratta della prima edizione di un festival internazionale "Made in Puglia". Come si è originato il progetto?

 

 

Siamo qui a Shanghai per presentare una Puglia particolare, che ha deciso di costruire un'industria della bellezza. Cinema, moda, arte, multimedialità: sono questi i settori su cui desideriamo puntare per produrre ricchezza in futuro. Il festival in questione si compone di opere scelte, tutte filmate nel territorio, di cui colgono la bellezza e la poesia. Il cinema è il nostro ambasciatore più importante nel mondo. La provincia di Lecce sta accogliendo numerosi turisti provenienti dal Nord America, turisti dirottati in Puglia, dopo aver visto il film "Mine Vaganti" di Opzetek.

 

 

Ha appena concluso la visita al Padiglione, dove l'Italia appare come il paese dell'arte, della musica, della cultura e dell'innovazione. Qual è il suo giudizio sui tagli che il Governo sta pianificando proprio in questi settori?

 

 

Il Padiglione mi piace molto, fatta eccezione per il modellino del Ponte di Messina che, come ho avuto modo di dire in passato, 'non unisce due coste, ma due cosche'. La seconda parte della domanda dovrebbe essere trasferita al Ministro Tremonti. Non investire o disinvestire in cultura e ricerca è come fare 'karakiri': non solo è un errore dal punto di vista economico, ma è anche l'esemplificazione di un Paese che non guarda al futuro.

 

 di Giulia Ziggiotti

 

 

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