La Fenice e gli sponsor di Federica

Prima delle Olimpiadi cinesi le sue bracciate vincenti valevano 400mila euro. Dopo l'oro di Pechino hanno superato il milione. Ora, con l'incetta di medaglie e record ai Mondiali romani, l'obiettivo di Federica Pellegrini è raddoppiare ancora il portafoglio sponsor, in vista delle Olimpiadi di Londra. I contratti con Armani, Fiat, Enel e Carpisa scadono a settembre e andranno, eventualmente, rinegoziati.
Tocca ai manager alzare l'asticella finanziaria di colei che si è definita «la migliore atleta italiana di sempre». Marco del Checcolo, che cura l'immagine della nuotatrice a 360 gradi, e il tandem della Dao Consulting, Stefano Dealessi ed Edoardo Ottaviani, hanno già pronto un nuovo business plan per la "Pellegrini spa". La parola d'ordine? «Alle performance eccezionali di Federica devono corrispondere sponsor eccezionali – chiarisce Del Checcolo –. Il ciclo Olimpiadi-Mondiali è finito, ora investiamo su Londra 2012. A settembre ci metteremo attorno a un tavolo e ne parlerermo».
In realtà la società che fa capo agli affari della campionessa veneta si chiama Fenice 88 Srl (Fenice è la creatura mitologica cara a Federica, che se l'è anche tatuata sul collo; 88 il suo anno di nascita): la Pellegrini ne controlla il 99% delle quote, mentre il restante 1% è in mano alla mamma Cinzia (che figura come amministratrice). Un ruolo importante, spiega chi la conosce bene, lo ricopre il commercialista di famiglia. Un esperto di cui Federica si fida, per il resto lei – sempre spigliata a bordo vasca – preferisce defilarsi: «Sono un'atleta professionale con un alto profilo di marketing». E gli investimenti? «Continuerò a privilegiare gli immobili», chiarisce a «Plus24». Infatti l'anno scorso ha impiegato parte dei primi guadagni per acquistare e regalare ai genitori la casa di Spinea (in provincia di Venezia), dove è nata e ritorna dopo gli allenamenti di Verona.
A ben vedere, la squadra di manager e professionisti che la circonda si incrocia anche anche con il calcio, il petrolio e la Roma "bene". Non è un mistero che il grande mentore della Pellegrini sia Giovanni Malagò, presidente del Circolo Aniene (di cui Federica è socia come Gianni Letta e Cesare Romiti) e pariolino doc, che ha festeggiato il 50esimo compleanno alla Casina Valadier tra Marco Tronchetti Provera, Francesco Totti e Diego Della Valle. Malagò siede nel cda di UniCredit Banca di Roma, è presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali di nuoto e ha intessuto una rete di relazioni bipartisan che, nella Capitale, fa invidia a molti. In primis, dicono i maligni, a Paolo Barelli, senatore di Forza Italia, numero uno della Federazione italiana nuoto e proprietario del Circolo Aurelia, che ha tesserato l'altro oro iridato azzurro, la romana Alessia Filippi. Poi c'è la Dao Consulting, società di marketing fondata e controllata da Stefano Dealessi ed Edoardo Ottaviani, che cura l'immagine e il rapporto con gli sponsor della Pellegrini. Due guru del settore che lavorano per Eni, Poste Italiane, Enel, Wind, Unilever e Roma Calcio. Dealessi e Ottaviani, per la cronaca, sono soci al 50% di Maria Cristina Sensi (figlia di Franco, ex petroliere nonché proprietario della Roma) nella Brand Management. Infine c'è Marco Del Checcolo, manager di fiducia della Pellegrini, che nelle sue svariate attività imprenditoriali ha come socio il noto avvocato romano Marco Mariani, a sua volta azionista della Up Management insieme a Umberto Pieraccioni (ex numero uno di Adidas) e al fratello minore di Kakà.
Sarà questa squadra di manager, dopo le imprese della Pellegrini al Foro Italico, a prendere in mano il dossier sponsorship eccetto quella tecnica, già decisa in primavera, quando Federica ha scelto i costumi Mizuno per i prossimi quattro anni. L'importo del contratto? Top secret ma superiore ai 190mila euro annuali che aveva offerto la Jaked, attuale sponsor della Nazionale italiana di nuoto. E dal 2010 l'azienda giapponese lancerà anche la Tattoo Collection, una linea di costumi ispirata alla fenice cara alla Pellegrini. Prima, in autunno, arriverà in libreria la sua autobiografia, targata Mondadori: un altro tassello nel mosaico finanziario della nuotatrice più veloce (e ricca) della storia italiana.

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01/08/2009