La Cina va alla guerra dell'iPad

LOS ANGELES
Un'astiosa battaglia legale tra la Apple e la cinese Proview Technology sulla proprietà del marchio iPad sta mettendo a rischio la distribuzione del tablet sul mercato cinese. La posta in gioco è alta non solo per la Proview, in condizioni finanziarie critiche, ma anche per il colosso californiano che in Cina produce la maggior parte degli iPad destinati al mercato mondiale.
La Proview ha fatto richiesta infatti alla Dogana di bloccare tutte le importazioni e le esportazioni di iPad in Cina, dopo che un tribunale di Shanghai aveva riconosciuto il mese scorso i suoi diritti di proprietà sul marchio.
La disputa ha origine nel 2001, nove anni prima del lancio dell'iPad e sette anni prima del lancio dell'iPhone. In quell'anno la produttrice di monitor per computer Proview International Holdings registrò il marchio iPad; nel 2006, tre anni prima del debutto del suo illustre tablet, la Apple acquistò dalla Proview il marchio iPad in una decina di Paesi asiatici inclusa la Cina. Non è difficile immaginare che la Proview si stia ancora mangiando il fegato per avere chiesto la modesta cifra di 55.104 dollari per il marchio di un prodotto che ha venduto 60 milioni di esemplari in meno di due anni. E la Apple sospetta oggi che questo sia il motivo per cui la Proview ora sostiene che l'accordo del 2006, stipulato con la sua sussidiaria taiwanese Proview Electronics, non include la Cina. In Cina la proprietà del marchio iPad apparterrebbe invece a un'altra sussidiaria, la Proview Technology, con cui non c'è mai stato un accordo.
Per un giudice di Hong Kong si tratta di un sofisma: dato che entrambe le sussidiarie sono controllate dallo stesso proprietario Yang Long-san, ha concluso il luglio scorso, il contratto di acquisto stipulato nel 2006 deve includere anche la Cina.
A questo punto la disputa si trasforma in una questione di principio. La Apple potrebbe facilmente assicurarsi i diritti sull'iPad per l'immenso mercato cinese pagando alla Proview 10 milioni di dollari, una cifra insignificante per un'azienda da più di 100 miliardi di dollari di fatturato annuo, ma la Apple è decisa a non cedere a quello che a suo avviso è un tentativo di estorsione.
Indipendentemente da come si concluderà la spinosa questione legale tra Apple e Proview, quest'ultimo scontro mette in evidenza le persistenti difficoltà che incontrano quotidianamente le società americane high tech in Cina, dove il sistema legale funziona in modo inconsistente e il furto di proprietà intellettuale è diffuso. Proprio ieri la Apple ha ordinato a diversi siti internet, tra cui Amazon Cina e Jingdong, di non vendere iPad perché non hanno la licenza per farlo. iPad pirata sono in vendita lo stesso per le strade delle metropoli cinesi.
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Boom dell'iPad a Pechino

La materia del contendere
Il marchio iPad era stato registrato in Cina nel 2001 ed Apple ne aveva acquistato i diritti da una società taiwanese affiliata alla Proview. La casa madre sostiene però di detenere ancora i diritti del nome. La Apple è decisa a non cedere

L'escalation
Martedì la Proview ha annunciato che avrebbe chiesto il blocco dell'import e dell'export degli iPad, mossa che potrebbe paralizzare il mercato visto che la maggior parte dei tablet viene prodotta in Cina

17/02/2012