LA CINA STRINGE ACCORDI NELLA GRECIA DELLA CRISI

Pechino, 15 giu.- Mentre l'agenzia di rating Moody's declassa ulteriormente il debito pubblico greco, – portandolo da A3 a Ba1, il primo dei livelli junk – Atene guarda ad Oriente: la delegazione cinese capitanata dal vice premier Zheng Dejiang sta firmando in queste ore importanti accordi commerciali con numerose compagnie greche. Sono 14 i contratti siglati finora, che vanno dal settore agroalimentare alle telecomunicazioni; al centro dei negoziati, però, ci sono ancora una volta la logistica e la cantieristica navale, con la manifesta volontà del gigante cinese dei trasporti COSCO di un ampliamento delle operazioni in Grecia. COSCO gestisce già due terminal di container al porto del Pireo grazie ad una concessione valida per 35 anni, un'operazione da 3,4 miliardi di euro; adesso, però, il colosso cinese ha firmato ulteriori contratti con tre compagnie greche per la realizzazione di sette navi da cargo con l'opzione per la costruzione di altre quattro e il noleggio di altre tre. Più avanti nel corso dell'anno, inoltre, COSCO dovrebbe dare il via a una joint venture con la compagnia di stato che gestisce gli scali marittimi greci, investendo tra i 150 e i 200 milioni di euro nella creazione di un hub logistico per la distribuzione dei prodotti cinesi nell'area Balcanica. La società di telecomunicazioni OTE ha inoltre firmato un accordo con la Huawei Technologies e quattro compagnie greche hanno siglato altrettanti patti per l'esportazione dell'olio d'oliva in Cina. Le fonti ufficiali non hanno reso nota una stima del valore dei contratti firmati finora. La visita di Zheng in Grecia, che si concluderà giovedì prossimo, segue di qualche giorno quella del primo ministro greco George Papandreou in Libia per la firma di alcuni accordi su progetti turistici ed energetici, altro tentativo degli ellenici di dare una spinta propulsiva alle loro esportazioni nonostante la crisi del debito. E se Pechino si dimostra da sempre interessata ad Atene come base commerciale sul Mediterraneo, non tutti gli investimenti prospettati dalla Grecia hanno riscosso l'interesse del Dragone: poco prima che la crisi greca esplodesse in tutta la sua gravità, erano filtrate numerose voci secondo le quali il governo di Atene avrebbe dato mandato alla banca d'investimenti Goldman Sachs di piazzare buoni del tesoro per 25 miliardi di euro presso la SAFE (State Administration of Foreign Exchange), l'istituzione di Pechino che gestisce le riserve cinesi in valuta estera, ma lo stesso ministero delle Finanze greco si era affrettato a definire "infondate" le illazioni.

 

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