La Cina pronta a comprare 5 miliardi di titoli portoghesi

Pechino, timorosa di perdere un prezioso alleato monetario nella guerra delle valute, corre a sostenere l'Europa scossa dalla peggiore crisi dalla nascita dell'euro. E non solo a parole. La Cina è pronta ad acquistare «tra i 4 e i 5 miliardi di euro» di debito sovrano portoghese nel corso del primo trimestre dell'anno prossimo. Lo riporta il quotidiano lusitano Jornal de Negocios. «La Cina è pronta a prestare fino a 5 miliardi di euro al Portogallo per alleviare un po' la pressione che grava sul paese», scrive il giornale finanziario senza citare la fonte delle proprie informazioni che peraltro non sono state commentate sino ad ora dal ministero delle Finanze.
Stessa promessa («la Cina parteciperà all'acquisto di nuove obbligazioni greche quando Atene deciderà di tornare sul mercato») aveva fatto al primo ministro greco George Papandreou il premier cinese Wen Jiabao nel corso della visita nel paese mediterraneo lo scorso 3 ottobre. La prospettiva cinese di investimento sull'area dell'Egeo è di lungo periodo. In particolare Cina e Grecia stanno lavorando insieme per costruire al Pireo, il porto commerciale di Atene, il più grande centro di distribuzione e di transito tra Asia ed Europa. La società cinese Cosco, una delle maggiori al mondo, ha ottenuto la concessione, dopo molte contestazioni sindacali, per gestire due terminal container per 35 anni. Insomma un legame strategico non episodico quello nato tra la Cina e i periferici europei.
L'euro, però, nonostante gli annunci di aiuti, continua a perdere colpi. Ieri ha chiuso sul filo di 1,31 dollari dopo aver toccato 1,3087 contro il dollaro alla notizia dell'incremento della vendita di case negli Stati Uniti. Le vendite di case esistenti sono aumentate del 5,6% mese su mese a novembre, salendo a 4,68 milioni di unità annuo, da 4,43 milioni di ottobre. «Lo stock di case invendute è sceso a 9,5 mesi da 10,5 mesi, anche se – dice una prudente nota di IntesaSanPaolo - rimane molto elevato e coerente con il persistere di stagnazione nel settore delle costruzioni residenziali e dei prezzi».
I prezzi delle case rilevati con l'indice FHFA a ottobre hanno registrato un aumento di 0,7% mese su mese, dopo 4 mesi con variazioni negative o nulle. Gli aumenti sono generalizzati a gran parte delle aree geografiche del paese. Inoltre il Pil americano del 3° trimestre è stato rivisto verso l'alto di un decimo, con una crescita di 2,6%, da 2,5 per cento.
I timori della crisi del debito dei periferici europei ha fatto inoltre toccare nuovi minimi record contro il franco svizzero dove l'euro è scivolato fino a 1,2476. Una situazione molto nervosa che ha registrato un intervento del ministro delle Finanze elvetico, Eveline Widmer-Schlumpf, che ha smentito l'episodio riportato dal quotidiano svizzero Sonntag, di solito ben informato, secondo cui nel weekend il presidente della Banca nazionale svizzera (SNB) Phillip Hildebrand avrebbe confidenzialmente discusso con il governo di Berna la possibilità di un declino dell'euro a 50 centesimi di franco. Ipotesi che farebbe andare a picco l'export elvetico, ma che ha ovviamente allarmato gli investitori in valuta unica.
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23/12/2010