La Cina prepara la tassa sulla casa

Gianluca Di Donfracesco
Pechino è pronta a tutto pur di mettere un freno alla speculazione edilizia, anche a sacrificare gli indici azionari. Ieri il governo ha approvato un piano per riformare in modo graduale il prelievo fiscale sugli immobili, che comprenderebbe l'introduzione di una tassa sulla casa. La notizia ha mandato in rosso la Borsa di Shanghai, che ha perso il 2,4% chiudendo il mese di maggio con una flessione del 10%, la peggiore da agosto del 2009.
Dall'inizio dell'anno, l'indice ha perso il 21%, anche per effetto degli spilli che il governo ha via via usato per sgonfiare la bolla speculativa, per esempio alzando i tassi dei mutui, imponendo anticipi più alti all'acquisto e vietando l'erogazione di prestiti a chi ha già due case e ne vuole un'altra. Dal mese scorso, a Pechino è vietato comprare più di una nuova abitazione. Gli interventi sono stati sufficienti a spaventare i mercati, ma non a frenare i prezzi delle case, che in aprile hanno raggiunto nuovi record, con un balzo del 12,5%. L'effetto è che le compravendite languono: ad aprile sono scese del 45% su base mensile a Pechino e del 38% a Shanghai.
Secondo un'indagine della Banca centrale cinese, il 70% della popolazione considera «inaccettabili» i prezzi degli immobili. Un problema politico, secondo Li Daokui, consulente della Banca centrale, in un intervista al Financial Times di oggi. I giovani, spiega Li, sono tagliati fuori dal mercato e pongono una questione sociale. «Il problema della casa in Cina - aggiunge - è più grave di quanto non lo fosse negli Usa e in Gran Bretagna prima della crisi». Lo scoppio della bolla paralizzerebbe l'edilizia, con conseguenze insostenibili: 60 comparti economici dipendono da questo mercato che genera il 58% del Pil. Per questo il governo si muove con prudenza: vuole calmare il settore, non stroncarlo.
L'esecutivo per ora non fornisce dettagli sulla riforma. Secondo alcune ipotesi, la tassa sulla casa potrebbe colpire il 20% dei proprietari, quelli che hanno più di un'abitazione, potrebbe essere pari allo 0,8% del valore dell'immobile e generare un gettito da 17,6 miliardi di dollari l'anno.
Il 5 maggio, il vice direttore del dipartimento fiscale del Consiglio di stato, Ji Huaiyin, aveva dichiarato all'agenzia Xinhua che la tassa sulla casa dovrebbe risparmiare la prima abitazione. Ji aveva aggiunto che l'imposta potrebbe incentivare a vendere chi possiede diversi appartamenti, dando respiro al mercato. Al contrario, le misure finora varate hanno colpito le transazioni, scaricandosi sul prezzo finale e quindi ottenendo l'effetto opposto a quello voluto. Oggi la tassa di proprietà colpisce solo gli immobili a uso commerciale.
La riforma del governo sarà anticipata da Shanghai, che ha già inviato all'esame delle autorità centrali un riordino che prevede proprio la tassa sulla casa.
Sgonfiare i prezzi degli immobili serve anche a tenere sotto controllo l'inflazione. In questo contesto si inserisce un'altra decisione presa ieri, quella di tagliare del 2,8-2,9% i prezzi medi al dettaglio di benzina e diesel. L'inflazione ha già raggiunto il 2,8% ad aprile, a un soffio dal 3%, il tetto fissato dal governo per il 2010.
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01/06/2010