La Cina cresce e crescerà

Quasi 3mila miliardi di dollari: a tanto ammontano gli asset under management del risparmio gestito in Asia, senza contare i 4.200 miliardi del Giappone, stando a dati del Boston Consulting Group. Dall'indagine sul risparmio gestito globale condotta annualmente dalla società di analisi e consulenza emerge come la raccolta asiatica abbia registrato negli ultimi anni performance robuste, seppure con tassi di crescita in calo rispetto al periodo precedente alla crisi.
Gli aum in mano ai gestori asiatici sono passati dai 600 miliardi del 2002 ai 2.200 miliardi del 2007, con uno sviluppo medio del 30% annuo. Tra il 2007 e il 2008 la crisi ha portato a una battuta d'arresto sostanziale, con un calo del -6% a 2.100 miliardi. La crescita è ripresa a ritmi sostenuti nel 2009, con un +26%, ed è proseguita con una marcia in meno nel 2010, con un +11% nel corso dell'anno.
Per contro, il tasso di sviluppo medio globale si attestato all'11% tra il 2002 e il 2007, con un crollo del -17% nel 2008, e una ripresa parziale tra 2009 (+13%) e 2010 (+8%). Alla fine dell'anno scorso, gli aum affidati a gestioni professionali nel mondo ammontavano a un totale di 56,4 miliardi di euro, sui quali l'Asia (al netto del Giappone) pesa per più del 5 per cento. La Cina raccoglie a sua volta quasi il 50% degli aum asiatici, ed è l'ottavo Paese al mondo per raccolta con 1.400 miliardi di masse gestite.
Per quanto riguarda le asset class privilegiate, i flussi di investimento registrati dai fondi comuni asiatici nel primo trimestre del 2011 sono stati negativi sia per il comparto azionario (-9 miliardi di dollari) sia per l'obbligazionario (-6 miliardi), sia per le gestioni miste (-9 miliardi). Flussi positivi, invece, per i fondi specializzati in investimenti di liquidità (+3 miliardi), in Etf (+1 miliardo) e in altri strumenti finanziari (+9 miliardi).
Un confronto con la situazione italiana evidenzia differenze significative nei trend di sviluppo del risparmio gestito. L'Italia si colloca direttamente dopo la Cina nella classifica mondiale dei Paesi con il maggior valore di asset under management: siamo infatti al nono posto con 1.303 miliardi di dollari (poco più di 900 miliardi di euro), il 2% del totale globale.
La crescita degli aum italiani si è attestata nel 2010 al 7%, un incremento lievemente minore rispetto alla media mondiale dell'8 per cento. Il risparmio gestito nel Paese ha retto bene alla crisi: tra il 2007 e il 2010 il calo complessivo delle masse non ha superato il 3 per cento.
Il settore retail italiano conta aum in gestione per circa 550 miliardi di euro. I fondi comuni raccolgono il 73% degli aum, in aumento del 5,4% nel 2010, ma in calo rilevante rispetto all'82,5% del 2002. Le assicurazioni unit linked raccolgono un ulteriore 9,6% degli Aum, in calo dal 9,9% del 2009 (ma il valore assoluto è aumentato da 20,2 a 20,5 miliardi di dollari, pari a circa 14 miliardi di euro).
I Pip salgono nel 2010 al 3,1%, dal 2,7% del 2009, mentre il private banking aumenta al 14,3% dal 13,5 per cento. La raccolta istituzionale si attesta invece a circa 350 miliardi di euro, di cui il 76,5% relativo al segmento delle assicurazioni.

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27/08/2011