La Cina aiuta chi cresce oltreconfine

SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
Il naufragio dell'operazione Chinalco-Rio Tinto non scoraggia l'offensiva della Cina sul fronte internazionale. Ieri, lo State administration of foreign exchange (Safe) ha annunciato un pacchetto di regole destinate a spingere gli investimenti esteri delle società cinesi. «Secondo le nostre stime, le disposizioni, in vigore dal 1° agosto, a regime potrebbero generare un flusso di capitali cinesi verso l'estero di 30 miliardi di dollari», osserva la Safe.
Le nuove regole consentiranno alle aziende di utilizzare parte del capitale proprio per acquistare valuta straniera con la quale finanziare lo sviluppo delle controllate estere. Una possibilità già prevista dall'ordinamento, ma con una serie di restrizioni. La più penalizzante era costituita dal limite minimo sui prestiti: finora l'erogazione a favore della controllata straniera non poteva essere inferiore a cinque milioni di dollari. In questo modo, la possibilità di utilizzare il "leverage interno" per sostenerne l'espansione era limitata alle grandi società.
I regolamenti varati ieri hanno rimosso la soglia e hanno introdotto nuovi criteri che allargano il margine di manovra: dal 1° agosto qualsiasi azienda potrà utilizzare fino al 30% del capitale proprio per finanziare le controllate straniere. I nuovi regolamenti rientrano nella strategia "go global" sostenuta dal governo negli ultimi anni. Una strategia che, finora, ha visto impegnati quasi solo i grandi gruppi energetici e manifatturieri. Spesso, come nel caso dell'acquisizione della divisione pc di Ibm da parte di Lenovo, con scarso successo.
L.Vin.

10/06/2009