L'UNIVERSITA' SCAPPATOIA DALLA DISOCCUPAZIONE

L'UNIVERSITA' SCAPPATOIA DALLA DISOCCUPAZIONE
Roma, 7 giu.- Ad affollare le università cinesi quest'anno non saranno solo docenti e studenti, ma anche polizia, sicurezza e volontari. "I governi locali sono pronti ad affrontare qualsiasi tipo di emergenza" afferma il ministro dell'Educazione Liu Junyi. All'indomani dell'ondata di massacri nelle scuole, il Paese teme per la vita dei suoi futuri talenti. Ecco allora forze dell'ordine e metal detector a proteggere i 9,6 milioni di studenti che si apprestano a sostenere il duro esame di ammissione alle facoltà. Un esame che negli ultimi decenni ha visto crescere il numero dei partecipanti e che per molti rappresenta l'unica speranza di distinguersi dalla massa che pone i ragazzi di fronte a due strade: quella che introduce nel mondo dell'elite culturale del Paese e quella che invece conduce all'interno delle tante fabbriche cinesi che trasformeranno un'aspirante matricola universitaria in manovalanza. Del resto le raffiche di aumenti salariali in numerose aziende nelle ultime settimane – Foxconn e Honda in testa -, dimostrano che il mondo del lavoro in Cina sta cambiando: in un periodo di scarsa disponibilità di manodopera il fenomeno ha spostato il testimone dalla contrattazione nelle mani dei lavoratori. Ma a ciò si aggiunge la crescente disponibilità di risorse qualificate che spesso trovano sbarrato l'accesso al mercato del lavoro: secondo un rapporto dell'Accademia cinese di scienze sociali (CASS), alla fine del 2008 il tasso di disoccupazione tra i nuovi laureati sorpassava il 12% e si rifletteva in ben 1,5 milioni di disoccupati. Inoltre, secondo il  ministero per le Risorse Umane e la Sicurezza Sociale, nel 2009 altri  6,3 milioni di studenti hanno ottenuto l'attestato di laurea. Il ministro dell'Istruzione Yuan Guiren aveva affermato lo scorso anno che "il record di 6,6 milioni di nuovi laureati previsto in Cina per il 2010 potrebbe comportare una sfida estremamente dura per il mercato del lavoro; è necessario che gli atenei forniscano un maggiore supporto agli studenti nella ricerca del primo lavoro e adattino i curriculum di studio alle esigenze del mercato".
Se una laurea non garantisce una buona occupazione, di sicuro però regala qualche chance in più. La  competizione è molto forte e i liceali del 2010, pur di assicurarsi il buon esito del test di ammissione alle università, hanno lasciato a casa cartucciere e bigliettini e si sono 'armati' di dispositivi wireless, auricolari, bluetooth e congegni altamente tecnologici. E la polizia, schierata per difendere gli studenti da presunti criminali, si è ritrovata a difendere la scuola da alcuni studenti le telecamere a circuito chiuso installate per monitorare le aule: sono 64 le persone arrestate perché sospettate di essere in possesso di dispositivi simili, migliaia le ricetrasmittenti sequestrate e le telecamere a circuito chiuso installate per monitorare le aule.

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