L'Italia fa sistema a Shanghai

SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
«Per anni li abbiamo invidiati a tedeschi, francesi, inglesi e americani. Ora, finalmente, anche noi ne abbiamo uno tutto nostro» annuncia gongolante il Console generale italiano a Shanghai, Vincenzo De Luca.
Il primo "Italian Center" del mondo è pronto ad aprire i battenti. Sorgerà, o meglio risorgerà, all'interno del Padiglione italiano dell'Expo Shanghai 2010. E includerà anche i contigui padiglioni che furono di Olanda e Lussemburgo. «Entro aprile dovremmo riuscire a inaugurarlo ufficialmente - spiega De Luca - Sarà il primo padiglione straniero dell'Expo a riaprire. L'obiettivo è farlo diventare una vetrina permanente del made in Italy in Cina».
La rinascita del Padiglione italiano è avvenuta in modo piuttosto singolare. Terminata l'Esposizione 2010, la Municipalità di Shanghai scelse di mantenere al suo posto sei padiglioni, tra cui quello italiano (tutti gli altri sono stati distrutti, rimpiccioliti o trasferiti in altre città). A quel punto, il Governo italiano accettò l'offerta dei cinesi e donò l'edificio alla stessa Municipalità, sperando però di riuscire a trovare un modo per riutilizzare la struttura come polo promozionale del made in Italy oltre la Grande Muraglia.
L'idea è andata in porto. Qualche settimana fa Shanghai Expo Group, la società pubblica che gestisce l'intera area, grazie alla mediazione del ministero degli Affari Esteri (Mae), ha raggiunto un accordo con un ristretto gruppo di aziende private e di istituzioni pubbliche interessate a utilizzare il Padiglione per le loro attività di promozione in Cina.
Tra le prime figurano Ferrari, Istituto Marangoni, Fondazione Altagamma e Lai Sun Group (sono i quattro partner fondatori dell'iniziativa): oltre a Bulgari, Guzzini e Tecnogym, e ad altre imprese del settore agroalimentare che dovrebbero aderire al progetto quanto prima. Tra le seconde, oltre al Ministero degli Affari esteri, ci sono anche l'Istituto di cultura di Shanghai, l'Ice e la Triennale di Milano.
«La porta è aperta a tutti: dalle associazioni di categoria alle Regioni, dalle Camere di commercio agli enti governativi, dai musei alle Fondazioni, oltre naturalmente alle aziende private che giocheranno un ruolo cruciale nello sviluppo di questa iniziativa» osserva Ferdinando Gueli, il rappresentante italiano all'interno di Shanghai Expo Group con la qualifica di vice direttore generale.
Il nuovo Shanghai Italian Center, in sostanza, sarà una piattaforma di collaborazione in cui i cinesi ci metteranno la struttura, mentre gli italiani forniranno idee e contenuti. Secondo una formula flessibile di mutuo vantaggio.
Da un lato, le aziende e le istituzioni tricolori avranno a disposizione a prezzi di assoluta convenienza uno spazio dedicato dove organizzare eventi e svolgere attività di promozione. Dall'altro, Shanghai Expo Group incasserà i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso (l'ex area Expo resta a tutt'oggi una delle mete più gettonate dal turismo locale).
L'opportunità è ghiotta. Talmente ghiotta da spingere Ferrari, le cui vendite sul mercato cinese nel 2011 sono cresciute del 65%, a fare qualcosa di assolutamente rivoluzionario: allestire all'interno dello Shanghai Italian Center il suo primo museo lontano da Maranello.
«Con questa iniziativa vogliamo trasferire ai cinesi i valori Ferrari - dice Edwin Fenech, presidente di Ferrari Greater China - Ciò significa che chi verrà a visitare il nostro museo da tutti gli angoli della Cina dovrà capire che dietro le nostre auto, ci sono uomini, lavoro, passione, tecnologia e design».
Anche l'Istituto Marangoni utilizzerà lo Shanghai Italian Center per fare qualcosa di molto innovativo. «La scuola di moda che apriremo all'interno del Padiglione del Lussemburgo sarà la prima fashion school internazionale a entrare sul mercato cinese» sottolinea Stefano Mologni, presidente dell'Istituto Marangoni.
«Ci sono diverse trattative aperte e c'è spazio per tutti: le aziende italiane che vogliono promuovere i loro marchi in Cina non possono lasciarsi sfuggire una simile occasione» conclude Maurizio Forte, direttore dell'Ice di Shanghai. Lo confermano i dati di export di made in Italy nel 2011 (si veda il grafico a fianco) che mostrano forti incrementi per tutte le principali tipologie di merci.
luca.vinciguerra@ilsole24ore.com
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OPERAZIONE CONGIUNTA

5,28 kmq
Il luogo
L'area dell'Expo di Shanghai all'interno della quale sorgerà l'Italian Center (nella foto)

8
Pubblico e privato
I partner dell'iniziativa. Quattro pubblici (Ambasciata italiana in Cina, Istituto italiano di cultura, Ice , Triennale di Milano) e quattro privati (Fondazione Altagamma, Ferrari, Istituto Marangoni e Lai Sun Group)

+16,2%
L'aumento dell'export
L'incremento percentuale dell'export italiano in Cina nel 2011

350
La presenza italiana
Il numero stimato di aziende italiane presenti a Shanghai

L'ATTRATTIVITÀ DELLA METROPOLI



FISCO

Unificate, dal 2008, le aliquote delle tasse sui redditi delle società locali e di quelle a partecipazione straniera. Shanghai, come altre municipalità, offre riduzioni in molti settori quali protezione ambientale, agricoltura e risorse idriche

25%
Aliquota parificata
La tassa sulle società che si applica alle imprese residenti
RATING MONDO & MERCATI

ALTO



BUROCRAZIA

La procedura di avvio di un'impresa a Shanghai è analoga a quella in vigore nel resto della Cina.
Secondo la Banca mondiale sono 14 le procedure necessarie all'apertura di un'attività
200
Il costo di avvio di un business
La cifra in euro necessaria ad aprire un'impresa a Shanghai secondo la Banca mondiale
RATING MONDO & MERCATI

MEDIO



IMMOBILIARE

Gli affitti degli uffici di prima fascia a Shanghai si sono impennati: secondo alcune stime hanno superato quelli di New York, collocandosi al 5° posto mondiale dietro Hong Kong, Tokyo, Londra e Mosca
130 dollari
L'impennata
L'affitto medio annuo al metro quadro di un ufficio di prima fascia, contro i 120 dollari di New York
RATING MONDO & MERCATI

BASSO



COSTO DEL LAVORO

L'aumento del costo del lavoro ha tolto a Shanghai il primato della regione più competitiva della Cina. Secondo il rapporto dell'Accademia cinese delle Scienze è stata superata dallo Jiangsu e dal Guangdong

400

Aumento annuo del 17%
Salario 2011 in euro di un laureato neo-assunto da una multinazionale

RATING MONDO & MERCATI

MEDIO



CREDITO

Shanghai è il centro finanziario della Cina e dunque tutte le grandi banche nazionali e cinesi sono presenti. Le autorità hanno anche incoraggiato lo sviluppo del credito alle piccole imprese
1,7 miliardi
Finanziamenti alle Pmi (in dollari)
Il credito erogato nel 2011 dalle small-sum credit companies, società che erogano prestiti alle Pmi
RATING MONDO & MERCATI

MEDIO



INFRASTRUTTURE

Le infrastrutture della città sono state potenziate in occasione dell'Expo 2010. Tra i progetti terminati o in fase di realizzazione: l'ampliamento dei due aeroporti e il potenziamento del metrò
32 miliardi
La spinta
Gli investimenti (in dollari) realizzati nel solo 2009, alla vigilia dell'Expo

RATING MONDO & MERCATI

ALTO

FOCUS

Shanghai

175mila

GIOVANI LAUREATI

Il numero di laureati a Shanghai nel 2011, in aumento del 4% rispetto al 2010

02/03/2012