L'INVASIONE DELLE MATRICOLE

L'INVASIONE DELLE MATRICOLE

Ningbo, 25 feb. – Diario del 5 Settembre 2009. Oggi il campus è stato invaso dalle nuove matricole, credo un migliaio. In gran parte cinesi, altri asiatici, alcuni exchange students dall'Inghilterra e dalle università europee con le quali il Campus di Nottingham ha un accordo. Mi sono alzato presto appositamente per osservare l'ingresso degli studenti cinesi accompagnati dalle loro famiglie. Fuori i cancelli la polizia dirige il traffico; dentro non c'è più posto per parcheggiare le auto (quasi esclusivamente Audi, BMW e Mercedes).
Sono i ricchi figli dei ricchi imprenditori delle ricche province dello Zhejiang e di Shanghai dove risiede l'80% dei milionari cinesi. Il figlio o la figlia è accompagnato dai genitori, raramente dai fratellini, talvolta dai nonni. Concluse le operazioni per l'immatricolazione, ciascuno trasporta qualcosa verso uno dei residence per gli studenti. La cerimonia di benvenuto si è svolta all'aperto nel nostro campo di atletica per via delle direttive ministeriali relative alla influenza suina (H1N1), qui chiamata febbre maiala. Nonostante queste preoccupazioni, è stata una mattinata di sole molto allegra tra festoni, fiori e palloncini. Lo stesso accade nelle altre università del quartiere ma la nostra è in assoluto la più figa.
Gli amici mi chiedono che musica ascolto. Ascolto "Hawaii da Shangai" di Bobo Rondelli, comprata appositamente su consiglio della mia amica Fiamma, e ascolto tutto il mio itunes. Non certo la musica locale. Ieri ho provato ad accendere la tv cinese. E' peggio di Rete 4, e il satellite è proibito salvo rare eccezioni. La canzone di Rondelli parla di un quartiere operaio di Livorno chiamato  - non so perché  - Shangai, dove si aggirava un cammello e dal quale era possibile scorgere persino le Hawaii oltre l'acciaieria. Vi perdete l'edizione critica del testo; non ho potuto scaricarlo, il sito di Rondelli è censurato. Troppo comunista,  o troppo toscano, non ho capito bene, mi dicono.
A proposito di comunisti. L'università di Nottingham si pregia di avere nel rettorato una sezione del Partito Comunista Cinese. Il Partito. Abbiamo anche un segretario, un presidente e altri collaboratori. Ho portato con me la tessera del PD, la settimana prossima provo a socializzare e poi vi dico (By the way continuano gli scontri con gli Uiguri accusati di essere untori di HIV).
Poco a poco mi sto cinesizzando. Ora ho un nome cinese, Andy (安迪), un conto corrente cinese presso Bank Of China, un numero di cellulare cinese. A proposito, in Cina se compri il telefono in una certa provincia puoi chiamare solo verso cellulari e fissi di quella provincia. Salvo una speciale procedura di registrazione e autorizzazione. Che vorrà dire? In Cina peraltro la SIM non la compri a scatola chiusa. I cinesi credono che alcuni numeri portano sfiga e quindi scelgono il numero tra quelli offerti da un certo negozio. I numeri più fortunati, ovviamente, costano di più.
Ho spedito due lettere verso l'Italia. Non ci crederete ma in cinese Italia si dice Yidàlì. Non crederete neanche al fatto che i cinesi scrivono il destinatario in alto a sinistra e il mittente in basso a destra sulle buste. Ho come l'impressione che tra un mese le due lettere torneranno al mittente. Se invece volete mandarmi lettere e generi di conforto dall'Yidalì è semplicissimo. Basta scrivere sulla busta Andrea Bernardi 宁波诺丁汉大学 地址: 中国宁波泰康东路13  邮编: 325100. Tutto Chiaro? 325100 è il CAP. Gli amici sinologi mi correggano.
Trovate sotto la foto del più grande Budda cinese. Una statua impressionante con la pelle d'oro e i capelli turchesi, e pure una svastica sul petto. Si trova in uno dei più grandi e meglio conservati monasteri buddisti del paese. Ho appena visitato il tempio di Lingying, ad Hanghzou, capoluogo dello Zhejiang, e sono ancora emozionato per la bellezza e la sacralità delle opere d'arte e dell'atmosfera.

 

Andrea Bernardi

 

Andrea Bernardi, lecturer in Organisational Behaviour presso The University of Nottingham, China Campus, Ningbo.

 

La rubrica "Lettere dalla Cina" ospita gli interventi di giovani italiani che vivono e lavorano in Cina, offrendo spunti di vita quotidiana e riflessioni originali. Andrea Bernardi, Corrado Gotti Tedeschi, Elisa Ferrero e Gianluca Morgese.

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