L'hi-tech di Shanghai per Emilia e Lombardia

Emilio Bonicelli
Da una parte il primo distretto italiano del packaging, dall'altra uno dei più dinamici parchi tecnologici cinesi. A Roma l'accordo di cooperazione con l'obiettivo di aprire nuove prospettive nell'incontro tra le più avanzate soluzioni meccaniche e i ritrovati della microelettronica e dei nuovi materiali.
L'intesa è stata siglata ieri tra Unindustria Bologna e il Shanghai Caohejing Hi-tech Park, che si estende su un'area di 13 Km quadrati a Sud Ovest della città cinese e dispone di un incubatore internazionale di imprese hi-tech. A rappresentare le aziende emiliane Alberto Vacchi, presidente del gruppo Ima, leader nel packaging farmaceutico e presente in Cina con due stabilimenti produttivi e una filiale commerciale forti di 260 dipendenti. A rappresentare il parco tecnologico di Shanghai il presidente della realtà industriale high tech, Qingzhou Chen.
«L'obiettivo immediato - spiega Alberto Vacchi - è quello di elaborare progetti in comune sul fronte della ricerca, del trasferimento tecnologico, della nascita di nuove realtà produttive, della cooperazione commerciale. Il tutto a partire dalle applicazioni produttive più sofisticate».
Il primo passo operativo sarà l'apertura di un ufficio per favorire i reciproci rapporti tra la packaging valley e il parco cinese, cui seguiranno lo scambio di delegazioni, visite mirate e meeting per sui temi di reciproco interesse.
In tempi brevi per le aziende bolognesi dovrebbero aprirsi possibilità concrete di investimento in joint venture a condizioni vantaggiose all'interno del Caohejing Hi-tech Park, con la possibilità di sviluppare progetti di innovazione in rapporto con i 20 centri di ricerca avanzata che gravitano attorno all'area.
L'interesse del parco industriale hi-tech di Shanghai verso l'Italia si è concentrato anche su Milano. Sempre ieri Assolombarda ha siglato un'analoga intesa con Caohejing Hi-tech Park. In programma scambi di informazioni tra l'Associazione che rappresenta le 1.200 aziende innovative già presenti nel Parco tecnologico cinese e l'Associazione cui aderiscono 6.200 imprese dell'area milanese. Anche in questo caso potrebbero presto aprirsi le porte a joint venture e investimenti produttivi e in ricerca. Tra le opportunità di rapporto tra i protagonisti degli accordi vi sarà la partecipazione il prossimo anno sia di Milano che di Bologna all'Expo di Shanghai.
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07/07/2009