L'Fmi apre: possibile creare una nuova valuta

Antonella Scott
SAN PIETROBURGO. Dal nostro inviato
Il dollaro sotto assedio a San Pietroburgo: un attacco previsto, dal momento che la Russia è uno dei sostenitori più entusiasti dell'idea di sottrarre alla moneta americana il ruolo di riserva privilegiata per affidarlo a una valuta sovranazionale. Nel mondo che nascerà dalla crisi globale le economie emergenti come Cina, Brasile e Russia sono destinate a giocare una parte ben più importante, e per questo il dibattito sul peso delle loro valute si fa sempre più infervorato. Al Forum economico internazionale di San Pietroburgo il vicedirettore generale del Fondo monetario, John Lipsky, ha affidato ieri il ruolo di "precursore" della supervaluta globale ai diritti speciali di prelievo (Sdr), l'unità di conto dell'Fmi. Partendo dal paniere di valute che li compongono, ha detto Lipsky, si può creare una valuta reale che le banche centrali potrebbero utilizzare come riserva: è un passo «rivoluzionario», ha ammesso il numero due del Fondo.
Un passo possibile: per compierlo, ha spiegato John Lipsky, gli special drawing rights del Fondo dovrebbero essere sganciati dalle valute del paniere per venire emessi da un'organizzazione sovranazionale con l'autorità di una banca centrale, e acquisire liquidità sufficiente per essere utilizzati come riserva. Diventerebbero «una valuta vera e propria»: è una buona idea e ha parecchi risvolti positivi, ha concluso Lipsky, attento tuttavia a sottolineare che un'operazione simile richiederebbe molto tempo, «e non sarebbe né semplice né rapida».
Opinione condivisa dal governatore della Banca centrale cinese Zhou Xiaochuan, che la sostiene riflettendo le preoccupazioni del proprio governo per la vulnerabilità degli investimenti cinesi in dollari, ripete che una valuta sovranazionale non sarebbe influenzata dalle politiche di un singolo paese, e tuttavia ammette che occorrerà molto tempo per arrivarci.
Il tema è uno (dei pochi) su cui Mosca e Pechino sono completamente d'accordo: Arkadij Dvorkovich, consigliere economico del presidente Dmitrij Medvedev, sostiene che rublo e yuan dovrebbero essere inclusi nel paniere che oggi determina il peso dei Sdr, ed è composto da dollaro, euro, yen e sterlina. Medvedev ne ha parlato al Forum che si è chiuso ieri a Pietroburgo, e intende riprendere la discussione nella sua sede più adatta: il 16 luglio a Ekaterinburg, al vertice dei Bric, le nuove economie industrializzate di Brasile, Russia, India, Cina. «Con la crisi dell'economia americana l'atteggiamento nei confronti del dollaro è cambiato», ha detto Medvedev secondo cui un sistema di pagamento universale può dare una base più solida al futuro sistema finanziario. Secondo i calcoli del Fondo monetario, il dollaro copre il 70% delle riserve mondiali in valuta, nel momento in cui gli Stati Uniti sono costretti a gonfiare il proprio deficit di bilancio per combattere la recessione. Per diversificare Mosca sta riducendo il peso del dollaro nelle proprie riserve (dove nel 2008 la quota dell'euro è diventata dominante), e preme perché gli scambi bilaterali avvengano sempre più spesso nelle rispettive valute nazionali.
Valuta di riserva potrebbe diventare lo yuan, ha detto ieri a Pietroburgo il ministro delle Finanze russo, Aleksej Kudrin, se la Cina saprà liberalizzare la propria economia. «Potrebbero volerci dieci anni - ha detto Kudrin - ma se Pechino consentisse la convertibilità dello yuan questa sarebbe la via più rapida per creare una nuova valuta mondiale di riserva». Un obiettivo che non piace a tutti a Pietroburgo: «Questa idea della valuta sovranazionale è puramente accademica», taglia corto Stephen Roach, presidente di Morgan Stanley Asia, mentre Joaquìn Almunia, commissario europeo agli Affari monetari, scuote la testa: «Nel breve termine la posizione del dollaro non verrà certo modificata da una decisione politica», spiega. Eppure l'apertura dell'Fmi sui diritti speciali di prelievo piace a Helmut Reisen, responsabile per la ricerca all'Ocse: «Oggi - fa notare - il dollaro è come l'inglese, una lingua franca, gli Sdr sono come l'esperanto. Dobbiamo immaginare come diffonderli».
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07/06/2009