L'auto cerca alleanze in Cina

Una missione di settore per far cogliere alla filiera dell'auto italiana tutte le opportunità di business offerte dalla Cina. Che va considerata non soltanto come un competitor, ma soprattutto come un grande mercato: il primo a livello mondiale, con 10,26 milioni di veicoli immatricolati nei primi sette mesi dell'anno e la previsione di arrivare a quota 15 milioni entro la fine del 2010.
Con questo obiettivo nella mente comincia oggi a Guangzhou la missione della filiera italiana dell'auto in Cina di Confindustria e Ice, promossa dal ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con gli Affari Esteri, l'Anfia (l'Associazione nazionale della filiera dell'industria automobilistica) e l'Unione Industriale di Torino. L'iniziativa, che durerà fino a giovedì, si inserisce tra le attività di follow-up della missione di sistema dello scorso giugno, volte ad approfondire il mercato focalizzando su quei settori che presentano più opportunità di sbocco per le nostre Pmi.
La delegazione, composta da 28 aziende di cui 12 già presenti in Cina, toccherà anche Shanghai, sede del primo produttore cinese di auto, la Saic, e cuore del distretto automotive per le aziende straniere. Prevede seminari operativi (tra quelli oggi in calendario, uno è dedicato alle aspettative e ai requisiti richiesti dai produttori cinesi ai fornitori), incontri B2b, visite a stabilimenti produttivi, a centri di ricerca e a distretti industriali. Nel corso della missione verranno firmati due protocolli d'intesa: il primo tra l'Anfia e l'Associazione dell'industria automobilistica del Guangdong; il secondo tra l'Unione industriale di Torino e il distretto del governo di Jiading della municipalità di Shanghai, dove sono già presenti la Magneti Marelli e Fiat Powertrain.
«Dobbiamo conquistare spazi di mercato come fornitori dei marchi locali e sviluppare intese durature di collaborazione produttiva - sostiene Gianfranco Carbonato, presidente dell'Unione industriale di Torino –. Sarà questo il cuore dell'accordo di collaborazione che verrà sottoscritto con il governatore di Jiading». Gli fa eco Mauro Ferrari, vicepresidente di Anfia e presidente del Gruppo componenti Anfia: «In questo momento le nostre aziende, per riprendersi e rafforzarsi, si trovano a dover ridefinire il portafoglio clienti concentrandosi sui mercati ad alto tasso di crescita, e certamente la Cina è il caso più eclatante, non più con l'intento di creare nuovi insediamenti produttivi in un paese a bassi costi dal quale esportare, ma proprio per sfruttare l'altissimo potenziale di crescita della domanda locale. Basti pensare che nel 2008 la densità automobilistica cinese era di 19 vetture ogni 1.000 abitanti, contro una densità di 510 in Europa occidentale e di 444 negli Usa».
Le potenzialità sono enormi. Nel 2010 si stima che il fatturato dell'industria automobilistica in Cina raggiungerà i 258 miliardi di dollari, in crescita del 10,6%. La produzione lorda industriale raggiungerà i 59,6 miliardi, per un settore che conta 370 unità produttive per 75 imprese e 730mila addetti. Poi c'è il capitolo auto elettriche, nelle quali la Cina si è candidata a diventare punto di riferimento mondiale: sedici delle principali aziende a controllo statale del paese hanno annunciato un'alleanza che prevede investimenti entro il 2012 per 100 miliardi di yuan (14,7 miliardi di dollari) per lo sviluppo di modelli green.
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Tutti i numeri del boom
1 LE TAPPE

22-23/11|GUANGZHOU
La delegazione, di cui fanno parte 28 aziende (tra cui Brembo, Faam, Magneti Marelli, Pininfarina, Prima Industrie e Gruppo Sila) incontra gli imprenditori cinesi dell'automotive (nella foto: lo stabilimento della Saic a Nanchino: la settimana scorsa la società ha annunciato di rilevare l'1% del capitale di General Motors, per circa 500 milioni di dollari). Prevista anche una visita agli stabilimenti Gac Motor
24-25/11|SHANGHAI
Sono previsti seminari e nuovi incontri con le imprese locali. La delegazione visiterà la Magneti Marelli a Jiading e la Shanghai international automobile city



2 IL FATTURATO DEL SETTORE

258

Miliardi di dollari
L'industria automobilistica cinese chiuderà il 2010 in crescita del 10,6% rispetto al 2009, quando il fatturato è stato di 233 miliardi di dollari



3 GLI ADDETTI

730mila

La forza lavoro occupata

In Cina il settore automotive - se si comprende i veicoli passeggeri e quelli commerciali - conta 75 imprese, per un totale di 370 unità produttive



4 LA DOMANDA INTERNA

270

Miliardi di dollari
È la previsione per il 2010, che dovrebbe registrare una crescita del 9,9% rispetto alla domanda interna di automobili registrata l'anno scorso



5 IL PESO DELL'IMPORT

7,5%

La domanda
Meno del 10% delle auto acquistate in Cina nel 2009 proviene dalle importazioni. Per il 2010 si prevede una quota ancora inferiore, pari al 6,8%

22/11/2010