L'ANNO DELLA TIGRE SENZA FACEBOOK

L'ANNO DELLA TIGRE SENZA FACEBOOK

Ningbo, 28 gen. - Da ieri l'università è chiusa per le festività del capodanno cinese, riaprirà a fine febbraio dopo lo Spring Festival. Si entra nell'anno della Tigre, uno degli animali esotici cinesi, insieme all'elefante, al panda, e non sapete quanti altri. A proposito di animali cinesi; la settimana scorsa, girando per un mercatino alimentare, mi sono imbattuto nel banco degli insetti fritti: scorpioni, cavallucci marini, scarafaggi, stelle di mare, millepiedi, cento piedi, scolopendre, e chi più ne ha più ne metta.
Non sono riuscito a mostrare le foto degli insetti fritti agli amici attraverso i social network. Ho difficoltà a caricarle perché da gennaio i software per eludere la censura non funzionano più. Facebook e  Youtube sono definitivamente oscurate. In compenso Google non filtra più le ricerche ed è possibile vedere immagini e scovare informazioni prima proibite e irraggiungibili. Cercando con Google immagini "Tienanmen" prima uscivano le foto dell'ufficio turistico di Pechino. Oggi spuntano fuori i carri armati e gli studenti.
Lo scontro Google, Clinton, Cina si fa interessante. Da un lato Google rischia di perdere il mercato Cinese; dall'altro, libero dai filtri, è divenuto d'improvviso il più potente motore di ricerca. Infatti il boom in borsa di Baidu, il concorrente Cinese, è durato pochi giorni, oggi (ndt. 23 gennaio) le azioni a Shanghai e New York sono tornate ai valori di novembre. La battaglia è più politica che commerciale. Il regime non può ancora permettersi di perdere il controllo della censura, o forse no.
Nel frattempo alcuni colleghi, spaventati di perdere l'accesso alla posta gmail, hanno aperto altri account e attivato il forward automatico dei messaggi in arrivo su altri indirizzi email.
Il lato oscuro della Cina ovviamente esiste e non voglio tenerlo nascosto. Pare ad esempio che un nostro docente in visita a Pechino con alcuni studenti sia stato arrestato a Tienanmen dove gli assembramenti e i discorsi pubblici sono proibiti. Non è stato facile per l'università ottenere una pronta liberazione e non sono mancate minacce di chiudere il campus al prossimo incidente.
Con la fine degli esami c'è tempo per nuove lettere dalla Cina, per massaggi e manicure, per un giro in bici e per un po' di ricerca prima della partenza per il seminario all'università di Helsinki. La cosa più interessante degli esami in Italia è il contatto diretto con gli studenti, all'orale o alla verbalizzazione. Nelle università britanniche, al contrario, gli esami orali non esistono e gli scritti si consumano anonimamente, dando il voto ad una matricola che non si svelerà neanche al momento della verbalizzazione, che non esiste. Nel campus universitario di Nottingham in Cina, ho promosso e bocciato 600 studenti cinesi ma non ho visto in faccia la loro reazione e non ho potuto collegare i volti in aula con i voti ottenuti. Allo stesso modo non sono stato influenzato neanche involontariamente dal loro nome, dal loro genere, dai loro abiti, dalla loro nazionalità. Media del 26/30 circa, su scala britannica 60/80.
Tra una lettera e l'altra ed un'altra il grattacielo davanti casa mia è stato ultimato. Si sono fermati al quarantesimo piano mi pare, ora si comincia con le rifiniture. Magari per il prossimo semestre è pronto e ci vado ad abitare.
Ho visto Formigoni inaugurare la nuova torre di Milano, mi ha fatto un po' tenerezza.

 

di Andrea Bernardi

 

Andrea Bernardi, lecturer in Organisational Behaviour presso The University of Nottingham, China Campus, Ningbo.

 

La rubrica "Lettere dalla Cina" ospita gli interventi di giovani italiani che vivono e lavorano in Cina, offrendo spunti di vita quotidiana e riflessioni originali. Andrea Bernardi, Corrado Gotti Tedeschi, Elisa Ferrero e Gianluca Morgese.

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