L'America ha bisogno della Cina

A Istanbul, quando l'ho incontrato una settimana fa per intervistarlo ai margini delle riunioni Fmi Banca Mondiale, il segretario al Tesoro americano Tim Geithner mi ha detto, convinto che il G20 diventava il punto centrale per la governance mondiale: «Il presupposto per il successo poggia su un'unica forte realtà: le cose funzioneranno meglio se lavoreremo insieme....Occorre convincere tutti che il loro interesse individuale poggia su un'azione collettiva. Questo ci servirà per affrontare meglio il rischio di prossime bolle ( che Geithner mette dunque in conto! ndr). E dunque proviamo un nuovo quadro sistemico, abbiamo creato il G20, abbiamo la sfida di fare delle cose insieme, la crisi era così difficile da averci portato verso un interesse collettivo per evitare la prossima crisi...». Sarà, ma più lo ascoltavo, più mi convincevo che Geithner nella sua testa aveva già tolto uno zero al gruppo e pensava al G2: al coordinamento Cina Stati Uniti. Per realismo. La Cina è ormai grande potenza economica e detiene una buona parte del debito Usa. Per cultura. Geithner è uno dei pochi veri internazionalisti ai vertici del governo americano.
La sua in effetti è una storia atipica. Nato a Brooklyn, parte da bambino con la famiglia per l'Africa - Zimbabwe e Zambia - poi per l'India, dove il padre lavorava per la Fondazione Ford. Poi in Thailandia, dove "Tim" fa tutto il liceo alla scuola internazionale di Bangkok. Ma quando si laurea in affari internazionali in America, Geithner studia il mandarino. Infine Geithner guarda alla Cina per pragmatismo. E questo lo ha detto chiaramente a Pittsburgh quando è spuntato all'improvviso alla Casa Bianca viaggiante per un incontro fuori programma con noi giornalisti al seguito: «Per la prima volta abbiamo parlato del nuovo ruolo del G20 con la Cina in luglio...ci siamo intesi, a quel punto convincere gli altri a seguire è stato più facile...». Ecco, il G2, diventa il primo livello di consenso economico: se vogliono, insieme possono fare tutto. Chissà, forse anche rafforzare il renmimbi. Un Bene? Un male? Credo che alla fine sia un bene: la governance senza leadership non andrebbe da nessuna parte. La vera differenza è che da oggi sappiamo per stessa ammissione del suo segretario al Tesoro che l'America, da sola, non ce la fa.
mplatero@ilsole24ore.us

10/10/2009