L'affare si fa con « intelligence»

Giorgio S. Frankel
Quando si parla di "intelligence economica", molti pensano ad agenti segreti e a chissà quali intrighi. Ci sono anche questi, ma la letteratura in materia dice che l'Intelligence economica (Ie) riguarda soprattutto le informazioni di "fonte aperta", cioè non segrete. Molti autori, ma non tutti, escludono che l'Ie comprenda anche lo spionaggio economico da parte delle imprese o dei "servizi". In realtà, i confini non sempre sono netti e non lo sono mai stati.
L'Ie (vedi scheda di definizione a lato) comprende la raccolta ed elaborazione d'informazioni utili per l'attività economica, la loro distribuzione agli attori interessati e la protezione dei propri dati. Così intesa, l'Ie è antica quanto gli scambi economici. In epoche lontane essa era in gran parte connessa ai lunghi viaggi dei missionari, degli esploratori e dei mercanti. I bachi da seta, in Europa, li portarono dei missionari nel cavo dei loro bastoni da pellegrini. Nel 1776 le ex-colonie britanniche, appena indipendenti, spedirono in Europa un loro "agente segreto", William Carmichael, per acquisire informazioni economiche e soprattutto per valutare se il tabacco ucraino fosse una minaccia commerciale per quello americano. Carmichael non ebbe dubbi: «Il loro tabacco migliore vale meno di quello delle nostre qualità peggiori». Nel 1810 Francis Cabot Lowell, rampollo dell'aristocrazia bostoniana (pare che i Cabot discendessero dal navigatore Giovanni Caboto), andò in Scozia fingendosi un malato in fase di cura e, senza destare sospetti, visitò alcune industrie tessili, vedendo in funzione macchine allora assolutamente segrete. Tornato a Boston, seppe riprodurle e, insieme ad altri, realizzò una fabbrica che avviò l'industrializzazione statunitense.
L'Ie contemporanea è iniziata dopo la II Guerra mondiale. Oggi gli occidentali accusano la Cina di copiare le loro tecnologie. Un tempo si diceva lo stesso del Giappone. Negli anni 50 e 60, Tokio sviluppò tecniche rimaste leggendarie per la raccolta sistematica, dettagliata e il più estesa possibile d'informazioni economiche nei paesi industrializzati: tutto era utile, dai dépliant delle fiere industriali alle relazioni recuperate ai convegni e alle conoscenze acquisite da studenti e ricercatori nei loro stages presso imprese occidentali. Il modello giapponese di Ie si basa sulla sinergia tra la sfera economica pubblica e quella privata, tra la sfera politica e quella delle istituzioni statali e riguarda tutte le funzioni vitali dell'economia.
Negli ultimi vent'anni, l'Ie ha acquisito un'importanza cruciale grazie ai mutamenti storici nel contesto politico ed economico:
e la fine della Guerra fredda e della contrapposizione ideologico-militare Est-Ovest;
r il ruolo decisivo dei fattori economici e tecnologici nella competizione tra le potenze;
t la nuova era dell'informazione e della "economia della conoscenza";
u il carattere sempre più competitivo e conflittuale del capitalismo;
i l'impiego dell'informazione e della conoscenza per cambiare l'ordine politico ed economico. Il concetto di "interesse nazionale" ha così un ruolo centrale nella definizione di Ie.
Come ha scritto il generale Osvaldo Cucuzza, ex vice-comandante generale della Guardia di Finanza, l'Ie comprende «la raccolta, l'analisi e la distribuzione d'informazioni – segrete, aperte e "grige" – di carattere economico, dando al termine "economico" la più ampia accezione possibile, tale da includere tutti gli aspetti della base materiale della potenza nazionale».
Questo approccio non esclude dunque lo spionaggio e il controspionaggio. Nella prima metà degli anni 90 l'intelligence Usa ha prestato una crescente attenzione alle questioni economiche, anche utilizzando il sistema di spionaggio elettronico Echelon, in grado d'intercettare ogni tipo di comunicazione su scala mondiale. Ne fece una brutta esperienza, nel gennaio 1994, il premier francese Edouard Balladur, andato in Arabia Saudita per firmare un contratto da sei miliardi di dollari per la fornitura di aerei di linea commerciale Airbus e armamenti. L'accordo, dopo trattative segretissime, era ormai concluso. In Francia pochissimi ne erano al corrente. Ma gli americani avevano intercettato tutte le comunicazioni tra le parti. Quando Balladur scese dal suo aereo, a Riyadh, seppe che l'affare era sfumato dopo un deciso intervento americano presso la famiglia reale saudita, alla quale fu rivelata l'esistenza di pesanti "tangenti". Con molta disinvoltura, la casa reale riassegnò l'ordine a Boeing e McDonnell Douglas. E di tangenti ovviamente si continuò a parlare.
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LE DEFINIZIONI

Il pensiero francese
La nozione d' "intelligence economica" è piuttoso vaga e si presta a definizioni differenti. Secondo Christian Harbulot, direttore della Scuola di guerra economica francese, si definisce così «la ricerca e l'interpretazione sistematica dell'informazione accessibile a tutti, allo scopo di decifrare le intenzioni degli attori e di conoscere le loro capacità». Per Henry Martre, autore nel 1993 di uno studio basilare sulla materia, si tratta di «raccogliere informazioni "aperte", accessibili sui media, nelle fiere espositive nazionali o estere, su internet o mediante interviste dirette...Non si parla più di spionaggio, ma dell'osservazione dell'ambiente economico in un quadro legale».

I NUMERI

6
Miliardi di dollari
Secondo un rapporto del Parlamento europeo pubblicato nel 2001, nel 1994 la National Security Agency Usa intercettò fax e coversazioni telefoniche con cui agenti di Airbus offrivano al governo saudita e alla sua compagnia aerea tangenti per indurli a firmare un contratto d'acquisto di proprii aerei per tale importo.
1776
Indipendenza americana
Già in quell'anno le ex-colonie britanniche mandarono in Europa un loro inviato, William Carmichael, a verificare in incognito la qualità del tabacco ucraino, concorrente potenzialmente pericoloso della produzione della Virginia.

10/05/2010