IRAN: PER LA CINA SITI NUCLEARI APERTI

IRAN: PER LA CINA SITI NUCLEARI APERTI

Roma, 4 gen. - La Cina è tra i Paesi ufficialmente invitati dall'Iran a visitare le proprie centrali nucleari. Lo ha confermato il portavoce del ministro degli Esteri Hong Lei nel corso di una conferenza stampa: "Abbiamo ricevuto l'invito da parte della Repubblica islamica ed è nostra intenzione  mantenere il dialogo". Hong ha poi fatto sapere che la Cina auspica che le controversie internazionali legate al programma nucleare di Teheran vengano risolte attraverso vie diplomatiche: "Chiediamo a tutte le parti di sviluppare fiducia reciproca, di allargare il consenso e di lavorare per una soluzione giusta della questione". Sono queste le uniche dichiarazioni rilasciate dal portavoce del ministero degli Esteri il quale non ha accennato all'intenzione di Pechino di accettare o meno la proposta avanzata da Teheran.

La notizia dell'apertura dei siti nucleari iraniani agli ambasciatori di alcuni Stati stranieri presso l'Aiea – l'Agenzia Internazionale dell'Onu per l'Energia Atomica - è stata resa nota dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, il quale, nel corso di una conferenza stampa convocata per l'occasione, ha spiegato che l'invito è contenuto in una lettera ufficiale datata 27 dicembre 2010.  Tra i convocati figurano i "rappresentanti di Paesi dell'Unione europea, del Movimento dei Non Allineati" e anche "alcuni" del cosiddetto '5+1', vale a dire dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – Russia, Cina, Usa, Francia e Gran Bretagna -  più la Germania. "La visita avrà luogo "prima della riunione di Istanbul" ha anticipato  Mehmanparast che ha poi suggerito: "Potrebbero venire in Iran e visitare i nostri impianti il 15 e 16 gennaio". Quello di Istanbul è un appuntamento che vede impegnati a fine mese nella città sul Bosforo i delegati della Repubblica Islamica e del '5+1' in una nuova tornata di colloqui sul controverso programma nucleare iraniano. L'incontro era stato concordato dalle parti in occasione del precedente incontro, avvenuto il 6 e 7 dicembre scorsi a Ginevra dopo uno stallo totale dei contatti, protrattosi per quattordici mesi. Ed è stata proprio la scelta della data della visita ad aver convinto molti osservatori che la decisione di aprire gli impianti non è altro che un tentativo di Teheran di evitare le sanzioni in vista della riunione di Istanbul.

Aggiornamenti e indiscrezioni continuano da ore a rimbalzare su tutti i principali media internazionali. La centrale di Natanz per l'arricchimento dell'uranio, nel centro dell'Iran, e il reattore ad acqua pesante di Arak, situato più a nord-ovest sono - secondo quanto riferito da Ali Asghar Soltanieh, ambasciatore di Teheran accreditato al quartier generale dell'agenzia Onu, a Vienna -  i due siti che Teheran ha deciso di aprire. Si tratta dei due complessi nucleari sui quali si concentrano i maggiori sospetti dell'Occidente nei confronti del controverso programma di sviluppo atomico del regime degli ayatollah. Le principali potenze internazionali da tempo mirano a bloccare il programma di arricchimento dell'uranio iraniano che secondo molti altro non è che uno scudo di cui Teheran si serve per nascondere i tentativi di costruire un arsenale nucleare. Un'accusa sistematicamente rigettata dalla Repubblica Islamica la quale afferma che il programma ha scopi del tutto pacifici. "Tutto questo è pienamente in linea con il nostro atteggiamento di trasparenza in campo nucleare" ha rivendicato Soltanieh, riferendosi alla visita negli impianti nucleari e facendo eco a Mehmanparast secondo cui l'apertura dei siti nucleari iraniani testimonia "le buone intenzioni" di Teheran.

Ma la mossa dell'Iran non convince Washington, fino a ora, principale escluso all'appuntamento nei due siti nucleari: "non abbiamo ricevuto nessun invito da parte di Teheran" ha riferito Philip Crowley, portavoce del Dipartimento di Stato statunitense, che ha aggiunto: "Quella dell'Iran è una mossa tattica che mira a creare delle divisioni all'interno del blocco degli Stati che si oppongono al programma di arricchimento dell'uranio, ma non sarà sufficiente a distogliere l'attenzione dagli obblighi di Teheran". Un'interpretazione che sembra trovare una conferma nella scelta degli invitati e degli esclusi, una lista svelata da fonti riservate. Porte aperte infatti per Russia e Cina - Paesi dall'atteggiamento meno intransigente nei confronti del controverso programma di sviluppo atomico, di cui costituiscono inoltre partner economici e commerciali tra i più importanti – e ben accolti l'Ungheria, nella sua qualità di presidente di turno dei Ventisette, l' Egitto, Cuba, la Lega Araba e i Non Allineati. Cancelli chiusi invece per Usa, Gran Bretagna, Francia e Germania, che fanno sì parte dell'Ue, ma che seguono una linea più dura sulla questione delle sanzioni.

di Sonia Montrella


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