INVESTIRE IN CINA CON PROGETTI HIGH TECH

INVESTIRE IN CINA  CON PROGETTI HIGH TECH

di Roberto Donà e Stefano Corvino*

Milano, 01 mar. - La Cina, "patria della contraffazione", è un paese nel quale l'incremento annuo delle domande di brevettazione è mediamente doppio del tasso di crescita del PIL. Questo significa che, nonostante le difficoltà che ancora permangono per un'efficiente tutela della proprietà intellettuale, i cinesi non si lasciano affatto dissuadere dall'investire nella crescita tecnologica del paese. 

 

Partendo da questo spunto, si è svolta a Milano il 19 dicembre u.s. su iniziativa di Alumni Bocconi la "seconda edizione" della convention "La Cina da fabbrica del mondo a leader high tech: alla ricerca dell'investimento straniero di qualità".

 

Condividiamo volentieri con i lettori di AgiChina24 alcuni spunti di riflessione a latere del seminario.

 

I CARATTERI DELLA CRESCITA ECONOMICA CINESE E LE PRINCIPALI AREE DI INTERESSE PER GLI OPERATORI ITALIANI

 

Studiare i caratteri della crescita economica cinese implica partire dall'analisi dei paradossi che l'economia del Paese presenta, e quindi dalle azioni quasi "obbligate" che il governo è costretto a promuovere, ben sintetizzate nei diversi piani quinquennali che ne hanno fin qui guidato lo sviluppo.

 

In particolare, sono gli ultimi tre quelli per noi più direttamente rilevanti. Il 10° e 11° piano, che hanno caratterizzato il decennio 2000-2010 portando la Cina ad essere la seconda economia al mondo, e il 12°, quello in vigore, che in questo momento traccia le aree di interesse per chi abbia voglia di esplorare le opportunità offerte dal mercato.

 

Nei precedenti piani, le due linee guida sono state rispettivamente la "crescita rapida" (10°) e lo "sviluppo armonioso" (11°). In pratica, il governo cinese ha prima spinto verso una miglior esposizione della Cina nell'economia mondiale, aprendo agli investimenti soprattutto di natura infrastrutturale e manifatturiera (periodo che è coinciso con l'avvio dei due grandi progetti di visibilità mediatica quali le Olimpiadi e l'Expo di Shanghai), e successivamente ha iniziato a smorzare i tassi di crescita per favorire un processo di redistribuzione della ricchezza prodotta grazie ad una maggior attenzione agli aspetti sociali.

 

Avendo utilizzato una tecnica che potremo definire del tipo "un colpo alla botte e uno al cerchio" (ovvero prima spingendo sul capitale e poi sul sociale), il 12° piano, quello attuale, non poteva che focalizzarsi sul principio della sostenibilità, ed ecco perché la linea guida è ora quella dell'"inclusive growth". L'attenzione ai principi della sostenibilità è dettata proprio dalla necessità di ridurre i paradossi in precedenza accennati. Infatti, la seconda economia del mondo per GDP scende di moltissime posizioni quando la si valuta dal punto di vista del GDP pro-capite. La Cina, pur essendo un'economia emergente, ha una popolazione che invecchia, e la sua economia, che ormai influenza la situazione finanziaria globale, deve molto ad una struttura manifatturiera importante però originariamente orientata alle esportazioni, pur in presenza di una domanda interna sempre crescente.

 

Questi elementi, abbinati alla necessità di favorire una crescita stabile, hanno portato alla formulazione di un piano che prevede alcune linee guida.


SOTTO, IL TESTO INTEGRALE DELLA RELAZIONE IN FORMATO PDF

 

GLI AUTORI:

*Prof. Roberto Donà, Università Bocconi

roberto.dona@sdabocconi.it

*Avv. Stefano Corvino, Pirola Pennuto Zei & Associati

stefano.corvino@studiopirola.com

 

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