Intervista a GIUSEPPE GRANDINETTI, International Relations Manager VIBRAM®

Intervista a GIUSEPPE GRANDINETTI, International Relations Manager VIBRAM®

Shanghai,18 giu. - La prima sala del padiglione italiano che è dedicata "alla conoscenza e alla creatività, al genio italiano e alla sua declinazione nel presente" ospita le scarpe FiveFingers®, innovativa calzatura a piedi nudi. Ricerca e originalità sono due elementi distintivi di VIBRAM®. Ci potrebbe descrivere le caratteristiche principali del prodotto, illustrare le ragioni per cui sceglierlo e raccontarci come è arrivato all'Expo di Shanghai?

 

Le caratteristiche principali sono qualità, semplicità, funzionalità e allegria del design. La grande intuizione è stata quella di creare un prodotto per celebrare e utilizzare nel modo migliore i nostri stessi piedi. Sono calzature funzionali e dalle alte prestazioni, di ottima qualità di materiali e di produzione; calzature simpatiche e innovative, che hanno vinto numerosi premi di Design e Creatività quali Compasso d'Oro, Premio Creatività Italiana, Time Magazine (tra le 10 innovazioni tecnologiche nel mondo), Premio Grand Design, Premio Volvo Design, Premio Sole 24 Ore e molti altri ancora. Una 'seconda pelle' per i piedi che li protegge in modo essenziale e 'minimalista', favorendo la mobilità e l'articolazione naturale, come dimostrato da autorevoli ricerche e studi scientifici internazionali. Queste sono le ragioni per sceglierle e queste sono anche le ragioni per cui sono arrivate all'Expo di Shanghai. Le Vibram FiveFingers non sono soltanto un prodotto, ma sono anche 'cultura' e abbracciano perfettamente il concetto di vivere in maniera naturale la città, in linea con lo slogan dell'Expo 2010 'Better City, Better Life'.

 

Il cosiddetto "guanto da piedi" attrae la curiosità di numerosi visitatori, cinesi e non. Quando nascono le FiveFingers® e per quale tipo di consumatore sono pensate? Come stanno andando le vendite?

 


Le Vibram FiveFingers sono nate nel 1999, dall'incontro della sensibilità ambientalistica e dell'amore per la Natura di un giovane studente di design di Merano – Robert Fliri – e l'intuizione di un giovane imprenditore, Marco Bramani (nipote di Vitale Bramanti, mitico inventore e produttore delle suole Vibram), che ha investito e creduto nel progetto del giovane ragazzo. Le FiveFingers sono per tutti. Sebbene siano per tutti, è poi vero che le stiamo sviluppando per una serie di utilizzatori che si sono avvicinati con più disinvoltura e naturalezza alle Vibram. Ad esempio, l'enorme comunità dei runners e, tra i runners, il segmento degli eco-runners. La corsa in natura: un'attività che sta prendendo piede in questi ultimi anni e a cui le Vibram si prestano perfettamente, poiché rinforzano gli arti inferiori, favoriscono una mobilità articolare corretta e permettono un contatto diretto con le sensazioni e gli stimoli che vengono dal terreno. Oltre agli eco-runners, le FiveFingers soddisfano in modo eccellente anche le esigenze di tutto il mondo del Fitness e del Wellness, dallo Yoga al Crossfit. Con un paragone, le FiveFingers si potrebbero avvicinare alla Fiat 500. Per chi era la Fiat 500 quando è stata progettata? Era per tutti quelli che volevano muoversi ed esplorare i propri confini. Le FiveFingers sono la 500 dell'anatomia e dello spirito. E diversamente dalla 500 – che all'epoca venne apprezzata solo in Italia – le Vibram FiveFingers sono famose in tutto il mondo. A testimonianza del successo i dati sulle vendite, che si sono triplicate in tre anni.


 
Il quartiere generale dell'azienda è localizzato ad Albizzate (provincia di Varese), dove sono concentrate tutte le attività di design industriale, lo sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi prodotti. Tuttavia, per essere vicina alle necessità dei propri clienti, l'azienda è poi presente con strutture commerciali e produttive negli Stati Uniti, in Brasile, in Giappone ed ha un proprio centro produttivo in Cina, nel Guangdong. Da quanto siete presenti in Cina? Come è strutturata la vostra sede operativa?

 


 
Vibram è presente in Cina dall'inizio degli anni '90. La sede nel Guangdong è stata inaugurata nell'aprile del 2009: non è un centro produttivo, bensì un centro di ricerca e sviluppo e di monitoraggio qualità della produzione Vibram in Cina, che è fatta da terzisti. In futuro, Vibram Cina sarà un elemento fondamentale per Vibram Mondo. Al suo interno sono infatti racchiusi e portati all'ennesima potenza il Centro R&D, il Centro Design, il Centro Performing Test, l'industrializzazione e il Centro Qualità. Il nostro team è composto da cinesi, italiani, americani, giapponesi: un vero mix culturale che si sta rivelando un mix vincente.
 

 


Sempre focalizzandoci sul mercato cinese, quali sono i vostri progetti di sviluppo futuro?

 



Attualmente i nostri progetti muovono in tre direzioni: investire in ricerca e sviluppo per lanciare prodotti totalmente innovativi sul mercato; collaborare con i nostri clienti e ricercare nuovi operatori locali per migliorare la penetrazione sul mercato cinese; definire test di qualità unici in modo da poter creare uno standard internazionale. Secondo le strategie aziendali, il nostro futuro in Cina si baserà sulla fusione della nostra esperienza con quella dei partner cinesi, al fine di immettere sul mercato prodotti studiati per le esigenze della popolazione locale. Stiamo inoltre già cooperando con il governo cinese.
 

 


Avete mai dovuto confrontarvi con prodotti contraffatti, in Cina e/o in altri mercati? Se sì, come avete fronteggiato il problema?

 


 
Si, abbiamo riscontrato questo problema – indice che il nostro marchio è leader – e stiamo affrontando per vie legali la questione, ma questo tipo procedure richiedono tempo e costanza.
 
 
 
70 anni di esperienza, 35 milioni di suole prodotte all'anno, 150 modelli sviluppati per stagione, presenza in 120 paesi, rapporto di partnership con oltre 1000 calzaturifici. Dall'alpinismo alle sfilate, il vostro profilo aziendale non assomiglia a quello di una PMI, che caratterizza il 98% del tessuto industriale italiano. Che tipo di azienda vi considerate? Quali sono state le maggiori difficoltà riscontrate in Cina? Consigli utili per le new entry?

 


Ci piace considerarci un'azienda stile familiare. Le difficoltà che abbiamo riscontrato in Cina sono simili a quelle degli altri Paesi: bisogna ascoltare e accumulare esperienze di vita in loco per capire ciò di cui il mercato ha bisogno. Gli imprenditori italiani non hanno bisogno di consigli, siamo una popolazione che riesce ad adattarsi. Tuttavia, un paio di consigli potrebbero essere quelli di trattare la Cina come un figlio piccolo, che ha bisogno di cure e attenzioni per crescere e imparare; e di mantenere un approccio flessibile, di insegnare ma anche essere disposti ad imparare, avendo come obiettivo finale l'armonizzazione delle nostre due culture.
 

di Giulia Ziggiotti

 



 

 

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