Inflazione febbraio al 3,2%, minimo da 20 mesi

Inflazione febbraio al 3,2%,  minimo da 20 mesi

di Eugenio Buzzetti e Sonia Montrella


Pechino, 9 mar.- Nel mese di febbraio l'inflazione raggiunge il livello più basso degli ultimi 20 mesi, segnando il 3,2%. Lo rivela l'Ufficio Nazionale di Statistica di Pechino che mostra un netto rallentamento rispetto al 4,5% di gennaio, quando le festività per il Capodanno Cinese avevano spinto al rialzo i prezzi delle merci al dettaglio.  

 

Nei primi due mesi del 2012, l'inflazione del Dragone è aumentata del 3,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel mirino sopratutto i prezzi dei generi alimentari, che incidono per oltre il 50% sul budget delle famiglie a basso reddito e per il 30% della composizione dell'indice dei prezzi al consumo. Tuttavia lo scorso mese, il costo degli alimenti ha subito un incremento del 6,2% su base annua, attestandosi al livello minimo dal giugno del 2010. A gennaio il settore alimentare aveva registrato una crescita dello 10,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.  

 

Tra i rincari più significativi quello carne di maiale che, piatto forte della cucina cinese, costituisce il 65% del consumo di carni in Cina. Una quantità tale da assicurare al Dragone il primo posto nella classifica mondiale dei produttori e consumatori di carne suina, il cui prezzo a febbraio è cresciuto del 15,9% rispetto a febbraio 2011.

 

Nei giorni scorsi, il primo ministro Wen Jiabao ha fatto sapere che l'intenzione del governo è quella di contenere il rincaro del costo dalla vita entro il 4% per tutto il 2012. Di pari passo, la crescita dovrà attestarsi al 7,5%, inferiore dunque alla soglia psicologica dell'8% che il governo considera necessaria per evitare una stagnazione dell'economia.

 

I dati di febbraio alimentano le speranze dei mercati riguardo una svolta più rilassata delle politiche monetarie da parte della Banca Centrale. Il rincaro del costo della vita, aveva spinto il governo ad aumentare ben sei volte il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche dall'inizio del 2011 con l'obiettivo di drenare l'eccesso di liquidità in circolazione. Poi, il 30 novembre scorso, il cambio di rotta con l'annuncio di People's Bank of China di aver tagliato le riserve obbligatoria per tornare a guardare alla crescita. A febbraio la Banca Centrale ha dato un'altra sforbiciata dello 0,50% al coefficiente di riserva obbligatoria con lo scopo di alleviare le restrizioni sui prestiti e dare una spinta al motore della seconda economia mondiale.

 

"Il capitolo inflazione è terminato" sostiene un economista di HSBC. "People's Bank of China non ha più scuse per evitare un acceleramento del passo verso politiche monetarie più rilassate. Dello stesso avviso è anche Nie Wen, analista di Hwabao Trust a Shanghai secondo cui "la Banca centrale potrebbe annunciare un nuovo taglio già a marzo".

 

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