INFLAZIONE CONTINUA A CORRERE: FEBBRAIO +4.9%

Pechino, 11 mar.- L'inflazione non dà tregua alla Cina: i dati pubblicati oggi dall'Ufficio Nazionale di Statistica mostrano che nel mese di febbraio l'indice dei prezzi al consumo è aumentato del 4.9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, aumento identico a quello registrato a gennaio, che supera il limite del 4% fissato dal governo per il 2011 e si pone anche lievemente al di là delle previsioni degli economisti, che avevano preventivato un incremento del 4.8% (questo articolo). A conferma del fatto che tutte le misure decise dal governo negli ultimi mesi per frenare il costo della vita non siano riuscite a raggiungere l'effetto desiderato arrivano anche i dati sull'indice dei prezzi alla produzione - altro indicatore del livello inflazionistico - che è cresciuto del 7.2% rispetto allo scorso anno, segnando l'incremento più evidente dall'ottobre del 2008; su quest'ultimo indice, tuttavia, pesano anche i rincari delle commodities a livello globale.

 

Pesano ancora una volta i rincari dei generi alimentari, il cui prezzo è cresciuto dell'11%, registrando un'ulteriore accelerazione rispetto al +10.3% del mese di gennaio. "Siamo fiduciosi, riusciremo a mantenere i prezzi a un livello stabile nel corso del 2011" ha dichiarato il portavoce dell'Ufficio Nazionale di Statistica Sheng Laiyun, sottolineando che l'obiettivo sarà conseguito se "tutti i governi locali e le amministrazioni si impegneranno al massimo nel seguire le linee tracciate dal governo centrale, che indicano nella lotta all'inflazione uno degli impegni principali di quest'anno".

 

Nel suo discorso di apertura dell'Assemblea Nazionale del Popolo, sabato scorso, il premier Wen Jiabao aveva definito il mantenimento dei prezzi a un livello stabile "una priorità assoluta", sostenendo che si tratta di "un problema che riguarda il benessere del popolo e che influenza la stabilità sociale". (questo articolo) . Dopo la pubblicazione dei dati, il governatore della Banca centrale Zhou Xiaochuan ha dichiarato nel suo discorso di quest'oggi che il tasso di cambio dello yuan rimane uno degli strumenti per contrastare l'inflazione "ma non il principale", rispondendo così a tutti coloro che nei continui aumenti inflazionari la moneta debole stia giocando un ruolo determinante.

 

Ma molti economisti temono che nel 2011 l'inflazione in Cina continuerà a crescere, nonostante le ripetute misure messe in campo dal governo, che vanno dagli aumenti dei tassi d'interesse (tre negli ultimi mesi) all'innalzamento dei requisiti di riserva delle banche, tutti provvedimenti che mirano a drenare l'enorme liquidità in circolazione in Cina. "I dati di febbraio dipingono un quadro inflazionario molto acceso - ha dichiarato l'analista di IHS Global Insight Alistair Thornton - e riteniamo che il picco inflazionario si debba ancora raggiungere". Nuove misure restrittive, insomma, potrebbero essere già dietro l'angolo.

 

di Antonio Talia

 

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