INASPRITE REGOLE SULLE TERRE RARE

INASPRITE REGOLE SULLE TERRE RARE

Pechino, 12 nov. - L'esportazione delle terre rare dalla Cina sarà d'ora in poi severamente regolamentata. Lo ha reso noto il Ministero del Commercio cinese comunicando che la normativa sarà inasprita, al punto da permettere la spedizione di questi metalli verso i soli produttori che rispettino gli standard internazionali di tutela ambientale. Al fine di qualificarsi per ottenere le quote di esportazione, le società interessate dovranno dimostrare di non superare la soglia prevista per le emissioni inquinanti e di essere in possesso della certificazione International Standards Organization (ISO) 9000. La licenza per l'esportazione delle terre rare sarà inoltre ritirata alle compagnie che non hanno correttamente fatto seguito alle politiche industriali.

 

La mossa del Dragone va intesa come una chiara strategia per porre un freno al ritmo delle esportazioni di questi preziosissimi metalli, di cui il sottosuolo cinese possiede circa il 60% delle riserve mondiali (e circa il 90% della produzione), e rinvigorisce le polemiche degli ultimi mesi che hanno visto schierati da un lato i produttori esteri di high-tech - preoccupati di non poter disporre sufficientemente delle terre rare - e dall'altro il governo cinese, che tenta di rallentare le estrazioni minerarie dannose per l'ambiente e per l'economia. Per molti osservatori, tuttavia, quella della protezione ambientale sarebbe solo una scusa, e Pechino starebbe in realtà facendo sfoggio dei suoi muscoli, usando le terre rare come una potente arma politica. La Cina detiene il monopolio globale de facto di questi metalli indispensabili per la produzione di moltissimi meccanismi tecnologici di ultimissima generazione, e negli scorsi mesi ha minacciato più volte di ridurre considerevolmente l'entità delle esportazioni, adducendo di volta in volta specifiche motivazioni - dagli ingenti costi ambientali alla necessità di creare un più competitivo mercato di prodotti high-tech finiti.

 

Dal G20 di Seoul intanto arriva l'accusa lanciata da alcuni funzionari giapponesi: le spedizioni di terre rare verso il Sol Levante sarebbero state interrotte di fatto dallo scorso settembre, e mai ripristinate. Altri paesi, tra i quali gli Stati Uniti, hanno riscontrato discontinuità nei rifornimenti. Proprio di tale questione, Naoto Kan e Barack Obama sperano di discutere nel corso del 18° summit dell'APEC previsto per il 13 e 14 novembre a Yokohama, in Giappone.

 

 

di Melania Quattrociocchi

 

 

 

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