In India e Cina corsa ai prodotti hi-tech

Con economie che hanno patito poco o nulla gli effetti della "grande crisi" che ha colpito l'economia mondiale (Cina su tutti, ma anche India, Brasile e buona parte dell'Asean), è chiaro come anche i consumi, specie quelli di fascia alta, ne siano usciti molto bene.
Per questi paesi l'high-tech di ultimissima generazione ha un fascino irresistibile: per sfoggiare l'ultimo gadget si spendono quote di reddito superiori agli standard occidentali. Infatti nel 2009, l'anno della brusca frenata delle economie "mature", la spesa per l'acquisto di prodotti di elettronica di consumo è aumentata di 42 miliardi di dollari, raggiungendo il valore globale di 700 miliardi. Balzo realizzato grazie alla domanda proveniente da quei paesi dove volano le vendite di telefonini, netbook, console portatili per i videogame, per navigare online e i lettori multimediali.
A dirlo è lo studio «Consumer electronics products and services usage» di Accenture, che fotografa il trend degli acquisti della classe media in quattro paesi industrializzati (Stati Uniti, Francia, Germania e Giappone) e in quattro emergenti (India, Cina, Singapore e Malaysia). I risultati sono sorprendenti: un quarto del campione che vive negli emergenti nel 2009 ha speso meno di 500 dollari, quasi il 40% tra i 500 e i 1.500, un altro 20% da 1.500 a 3.000 dollari.
«In Cina, nella fascia costiera e nelle grandi città, vive una classe media composta da oltre 50 milioni di persone, con un reddito annuo di almeno 15mila dollari – segnala Carlo Filippini, già direttore dell'Isesao, Istituto di studi economico-sociali per l'Asia orientale della Bocconi –. Queste famiglie benestanti, che in 5 anni hanno visto raddoppiare il loro reddito, amano ostentare la ricchezza».
La capacità di spesa cresce e i cinesi, pur di permettersi questi beni di elitari, risparmiano di meno. Secondo un'analisi di Credit Suisse, lo scorso anno la propensione al risparmio è risultata solo del 12%, contro il 26% del 2004.
I big spender risultano però gli indiani, dove il 77% del campione dichiara di avere speso oltre 500 dollari, con un'élite, vicina al 20%, che ha superato i 3mila dollari. In Occidente questa quota è raggiunta solo dal 6% del campione, mentre la spesa di un altro terzo è inferiore a 500 dollari.
«Una delle ragioni alla base della crescita dei mercati emergenti è la rapida espansione della middle-class e della relativa capacità d'acquisto», dice Marco Morchio, responsabile di Accenture per l'Electronics & High Tech per Italia, Grecia, Russia, Est Europa e Medio Oriente.
Ai primi posti dei prodotti che compongono la "lista dei desideri" per il 2010 di chi vive in Asia figurano il pc, lo smartphone, il "classico" cellulare, la tv ad alta risoluzione, la macchina fotografica o la videocamera digitale, il netbook. Le scelte d'acquisto, in quasi un terzo dei casi, sono poi influenzate dal costo, ma a contare molto è la percezione della capacità innovativa del produttore.
Per quanto riguarda poi l'utilizzo – nel caso di telefonini, netbook e altre apparecchiature che permettono di connettersi al web – nei paesi emergenti viene sfruttata al massimo l'interattività. Partecipano e interagiscono molto di più a blog, comunità e social network, con tassi anche due o tre volte superiore rispetto a chi vive nei mercati "maturi".
«La crescente richiesta di dispositivi wireless, come gli smartphone, è influenzata dalla popolarità del social networking – aggiunge Morchio –. Inoltre osserviamo come i paesi emergenti siano stati capaci di beneficiare delle tecnologie già presenti nei paesi sviluppati: ora vanno più velocemente di noi quanto a loro diffusione e utilizzo».
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25/01/2010