In Cina porto cultura

Incontriamo Diana Bracco in partenza per Shanghai, a braccetto della Filarmonica della Scala. Venerdì saranno ospiti di Expo 2010, Semyon Bychkov dirigerà l'orchestra e una giovanissima star cinese del pianoforte, Yuja Wang, sarà la solista nel Terzo di Rachmaninov.
Bracco impegnata in cultura, perché?
Da anni ci prodighiamo per la cultura italiana: crediamo nel binomio vincente di arte e impresa. Abbiamo realizzato moltissimi progetti, come la mostra su Fra Carnevale al Met di New York o quella su Bellini, Giorgione e Tiziano alla National Gallery di Washington.
E il rapporto con la Filarmonica?
Sono convinta che la grande musica sappia trasmettere un forte messaggio di dialogo e di fratellanza. Il concerto a Shanghai, che unirà capolavori italiani, Verdi e Rossini, con la grande pianista cinese Yuja Wang tradurrà al meglio lo spirito delle Esposizioni Universali.
Seconda tournée in Cina: è saldo il ponte tra i due paesi?
Cina e Italia hanno in comune un enorme patrimonio storico, una straordinaria unione di tradizione e innovazione. Come vice presidente della Fondazione Italia-Cina posso testimoniare che il dialogo culturale tra i due paesi è oggi più che mai vitale.
Quanto è presente Bracco in Cina?
Contribuire alla crescita di questo straordinario paese, garantendo a pazienti e medici diagnosi preventive sempre più accurate, è una sfida affascinante per un'azienda familiare italiana. Con Bracco Imaging siamo presenti in Cina da 15 anni con uffici a Pechino, Guangzhou e Shanghai e dal 2003 con un sito produttivo, a Shanghai. Per Expo 2010, il Gruppo Bracco ha organizzato il simposio scientifico internazionale «Better Medical Imaging for a Better Life» nel Padiglione Italia il 17 settembre.
Cultura e privati qual è il punto debole in Italia?
Dobbiamo vincere la crisi: parlando anche da presidente di Expo 2015, ritengo che la nostra straordinaria cultura sarà il perno del successo dell'Esposizione di Milano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

14/09/2010