In Cina la tragedia del carbone

Dario Aquaro
L'incidente è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, quando il gas grisù si è incendiato e ha travolto i 93 minatori al lavoro nel pozzo Xinhua numero 4. Solo in 14 sono riusciti a fuggire: 35 operai sono morti e altri 44 sono rimasti intrappolati, in fondo, lì dove non dovevano trovarsi. L'esplosione della miniera di carbone di Pingdingshan City, nella provincia dell'Henan, è l'ultima di una lunga serie occorsa a una piccola impresa non autorizzata. La cava, che ha una capacità di produzione di 150mila tonnellate l'anno, era in fase di ristrutturazione, non avrebbe dovuto riprendere i lavori finché non fosse arrivato il nulla osta governativo. Invece è andata ad aggiungere il proprio nome alla lunga lista delle miniere cinesi che hanno visto un'incidente mortale: sono migliaia, molte illegali.
Il vicepremier Zhang Dejiang, arrivato sul luogo con una delegazione governativa, ha disposto un'inchiesta sui proprietari della miniera incriminata e sospeso l'attività delle altre 157 presenti della zona, da dove nei primi sei mesi dell'anno sono uscite circa 15,43 milioni di tonnellate di carbone, più del 17% della produzione dell'intera provincia (89,38 milioni). Lo stesso Zhang pochi giorni fa aveva lanciato un appello per il miglioramento della sicurezza nelle miniere di carbone, proprio per evitare le esplosioni di gas. Dopo l'incidente di febbraio che ha causato 77 vittime in un pozzo della provincia di Shanxi, la prima per produzione nel paese, Pechino ha intensificato i controlli sulle piccole cave. Che però rimangono tra le più pericolose al mondo: gli standard di sicurezza vengono regolarmente ignorati per inseguire la crescente domanda di carbone, fonte di circa il 70% dell'energia cinese.
A luglio la produzione è cresciuta dell'8,9% rispetto all'anno scorso; le miniere scavano sempre più in profondità e aumentano il rischio di esplosioni di gas: oltre 3.200 lavoratori morti nel 2008, dicono i dati ufficiali, ma si sospetta sia un numero truccato per difetto. Solo nei primi otto mesi del 2009 gli incidenti sul lavoro hanno ucciso 1.699 minatori nella provincia di Henan, una cifra che per i funzionari governativi significa il 22% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma che rimane indicativa di una situazione allarmante.
Sabato scorso, alla conferenza degli industriali di Nanchang, capitale della provincia di Jiangxi, il capo dell'agenzia statale per la sicurezza sul lavoro, Luo Lin, ha annunciato l'intenzione di chiudere entro il 2009 mille piccole miniere di carbone, per migliorare la gestione e la sicurezza del settore. Proprio in quella zona ad agosto si sono verificati sette gravi incidenti. I piccoli siti hanno una produzione inferiore alle 300mila tonnellate l'anno e sono quelli che più facilmente sfuggono ai controlli: dal 2005 Pechino ne ha chiusi più di 12mila, ma continuano a proliferare e disseminare vittime.
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DRAMMA CONTINUO

22 febbraio
Nella provincia dello Shanxi, la prima per produzione di carbone in Cina, un incidente costa la vita a 77 persone nella miniera di Tunlan, a 60 chilometri dalla capitale. L'incidente è seguito da inchieste sulle responsabilità e annunci di riforme sulle norme di sicurezza per i lavoratori. Oltre alla promessa di compensazioni economiche per i familiari delle vittime
8 aprile 2009
Dodici minatori rimangono uccisi nelle gallerie di una miniera allagata dall'acqua nella provincia dello Heilongjiang
14 maggio
Provincia dello Yunnan: dieci minatori muoiono per un incidente
30 maggio
Stavolta sono 25 i minatori a perdere la vita nell'esplosione di una sacca di gas in una miniera di carbone a Chongqing, nel sud-est della Cina
24 agosto
Sono 14 le vittime in un incidente a Jinzhong, nella provincia dello Shanxi. Autorità e società estrattiva promettono compensazioni e inchieste
27 agosto
Una sacca di gas esplode in una miniera nella provincia di Guizhou, nel sud-est del paese: sette vittime
8 settembre
Almeno 35 persone muoiono per l'esplosione di una miniera di carbone presso Pingdingshan, nell'Henan. Oltre 40 persone restano imprigionate sotto terra. Il governo ribadisce la promessa di alzare gli standard di sicurezza nelle miniere

09/09/2009