In campagna la corsa ai minivan

CHANGXING. Dal nostro inviato
Il vecchio triciclo si ferma nel piazzale facendo un baccano assordante. Il signor Huang, sua moglie e suo padre scendono dalla vettura, si scuotono la polvere di dosso, e cominciano a curiosare tra le offerte della concessionaria. «Questo ormai è tutto scassato», dice il contadino, indicando il suo ferrovecchio a tre ruote corroso dalla ruggine e annerito dagli anni. «Giù al villaggio - spiega - ci hanno detto che gli agricoltori possono usufruire di un sussidio per comprare un nuovo minivan. Così, siamo venuti qui per farci un'idea».
Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Le case automobilistiche hanno preso al volo l'opportunità offerta loro dal Governo all'inizio dell'anno, quando è stato varato il piano di rilancio per l'industria automobilistica nazionale. E hanno riempito subito i saloni dei loro rivenditori sparsi in ogni angolo della Cina di minivan, veicoli commerciali di piccola taglia e camioncini ultraleggeri destinati alle popolazioni rurali. «In Cina ci sono 800 milioni di contadini, e ognuno di loro sogna di guidare un'auto. Sembra che il Governo voglia trasformare questo sogno in realtà», dice Yale Zhang, analista di Csm Asia.
Mao Tse-tung si rivolterebbe nella tomba se sapesse che, proprio mentre la grande crisi sta mettendo con le spalle al muro il capitalismo planetario, alcune grandi multinazionali si reggono ancora in piedi grazie al sostegno delle campagne cinesi.
Può sembrare un paradosso, ma se finora General Motors non è affondata miseramente anche in Cina è grazie ai contadini come il signor Huang che nelle ultime settimane si sono precipitati dai concessionari per cambiare i loro automezzi vecchi, obsoleti e inquinanti: a marzo, le vendite della casa automobilistica americana sul mercato cinese sono aumentate del 25 per cento. Alla base di questa crescita controtendenza, c'è proprio la straordinaria performance della joint venture costituita da General Motors con Saic e Wuling che ha portato alla creazione del maggiore produttore cinese di minivan. Il mese scorso, la società mista ha venduto oltre 90mila veicoli commerciali, registrando un incremento record del 38 per cento.
Ma, di questi tempi, General Motors non è l'unica a fare cassa grazie ai quattrini dei contadini cinesi. Un po' tutte le case automobilistiche del Dragone stanno traendo vantaggio dagli incentivi alla rottamazione dei vecchi mezzi agricoli, come dimostra il boom delle vendite totali di autoveicoli registrato a marzo (oltre 1,1 milioni di unità). «Grazie a questi provvedimenti, nel primo trimestre 2009 abbiamo triplicato le nostre vendite», spiega il direttore commerciale della concessionaria di Changxing, una cittadina nella provincia dello Zhejiang, dove si aggira curiosando la famiglia Huang.
La legge, con cui Pechino ha messo sul tappeto 730 miliardi di dollari di incentivi all'economia, parla chiaro: i contadini che entro il 31 dicembre 2009 decideranno di rottamare i loro automezzi - perlopiù grossi treruote a motore come quello del signor Huang, e camioncini di bassa potenza - con nuovi light truck o minibus di cilindrata inferiore a 1.300 centimetri cubici riceveranno un sussidio pubblico. Di quanto, però, non è dato sapere. Come spesso accade in Cina, fatta la legge quadro, il Governo poi impiega del tempo per implementare i regolamenti attuativi. Vista l'urgenza con cui Pechino ha varato il piano di stimolo per l'industria automobilistica, i dettagli degli incentivi alle auto agricole sono ancora un po' fumosi, sebbene i provvedimenti siano efficaci ormai da diverse settimane.
A quanto risulta ai punti vendita, gli agricoltori dovrebbero percepire un incentivo compreso tra 2mila e 5mila yuan (tra 220 a 560 euro) su ogni automezzo commerciale acquistato. E comunque non superiore al 10% del valore del veicolo. «La situazione - dice il funzionario della concessionaria di Changxing - non è ancora ben chiara. Noi forniamo tutta la documentazione richiesta dalla legge ai nostri acquirenti, che devono dimostrare di abitare in aree rurali. Poi sarà compito loro andare a incassare il sussidio governativo. Forse servirà ancora un po' di tempo, ma alla fine tutti recupereranno sicuramente i loro quattrini».
L.Vin.
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DAL CONCESSIONARIO

Milioni di Mr. Huang
Le vendite di automobili in Cina hanno tenuto a marzo anche grazie agli incentivi previsti dal Governo per gli agricoltori che acquistano nuovi minivan
Il signor Huang (nella foto con la moglie), a Changxing, come molti degli 800 milioni di agricoltori nel Paese, è arrivato dalla campagna con il suo vecchio mezzo a tre ruote per comprare un nuovo furgoncino
Il piano di incentivi di Pechino all'economia include aiuti fino al 10% del prezzo del veicolo
Grazie ai minivan, General Motors (in joint venture con Saic e Wuling) ha aumentato le vendite del 25 per cento

21/04/2009