Il sistema Marche nel Far East

Il viaggio in Cina è scandito da un calendario fitto di appuntamenti, ma non c'è da sorprendersi. Per il drappello delle cinquanta aziende marchigiane è il punto di approdo di un lungo processo di internazionalizzazione.
La missione istituzionale guidata dal governatore Gian Mario Spacca con destinazione finale Jiangsu, provincia gemellata con le Marche, ieri ha fatto tappa all'Expo di Shanghai per inaugurare la presenza della regione nel padiglione italiano. Protagoniste: le Winx, le magiche fate della Rainbow, ormai conosciute in tutto il mondo. C'è da giurarci: ai cinesi piaceranno.
A Nanchino, che dello Jiangsu è la capitale, apre inoltre i battenti, a ruota, dopo la vetrina di Pechino e Shanghai, la mostra-evento dedicata a un illustre marchigiano, padre Matteo Ricci. L'esibizione rientra nel progetto sostenuto dalla regione insieme al Comitato promotore delle celebrazioni del IV Centenario della morte del primo ambasciatore dell'occidente alla corte dei Ming, nel triennio 2009-2011.
Sulle orme di Ricci, dunque, la spedizione che si intreccia peraltro con la missione di sistema confindustriale rimarrà in Cina fino a metà mese, sempre impegnata in una serie di incontri di business e di scambi culturali. A Nanchino, infine, gli imprenditori visiteranno l'ultimo dei desk aperti in Cina dalla Regione, fatto su misura per le piccole e medie imprese.
Agenda a parte, la missione è il risultato di un lungo processo di internazionalizzazione imboccato dalla regione negli ultimi anni, che sta portando le Marche a stabilire contatti di sistema e, dunque, solidi con una regione tra le più dinamiche della Cina, lo Jiangsu.
Due aree economiche ben definite territorialmente che iniziano a parlarsi e a collaborare, nonostante le enormi distanze culturali e geografiche.
Il missionario gesuita nato a Macerata, Matteo Ricci, grande viaggiatore, non si perse d'animo imbarcandosi quattro secoli fa alla volta della misteriosa Cina. Un esempio, il suo, anche per chi deve prendere decisioni per la propria azienda. Il dipartimento per l'internazionalizzazione della regione ha mosso le pedine in tempo, intercettando il peso crescente della Cina. E lo stesso Governatore, Gian Mario Spacca, sta proseguendo nella stessa direzione dopo la riconferma delle ultime amministrative.
Racconta il responsabile del dipartimento, Raimondo Orsetti: «La Cina è apparsa nel nostro radar a dieci anni dall'esperienza costruttiva sul fronte russo, che ha dato buoni frutti se è vero che il 70% della produzione di scarpe marchigiane viene esportata proprio in Russia. Però, c'è voluto un lungo lavoro, intessuto di diplomazia, missioni commerciali, scambi di delegazioni. La preparazione ha richiesto uno scouting mirato allo scopo di far crescere sui nuovi mercati, specie quello cinese, la griffe Marche, rafforzando però tutta la filiera, dalla materia prima al marchio che identifica il prodotto».
Con i suoi 27 distretti produttivi e le sue 180mila aziende (una ogni nove abitanti) le Marche per densità di insediamento sono la regione italiana più produttiva, che primeggia in molti settori dalle calzature, all'abbigliamento, al mobile, alla meccanica, all'agroalimentare alla nautica, sinonimo di alta qualità nelle produzioni del made in Italy. I marchigiani sono stati pionieri in Cina già negli anni 70 con l'industria dei cappelli, la meccanica, le calzature.
I numeri dell'interscambio sembrano dar ragione alla scelta Cina. Basta guardare alla crescita delle esportazionie, in aumento del 7,35% nel 2008 (+2% è il dato Italia). Bene anche l'export di cuoio, pelli, calzature, aumentato dell'86,9%, di mobili (+34,2%), di carta (+108,3%). I macchinari totalizzano il 29% dell'export, mentre le Marche primeggiano nelle apparecchiature a uso domestico.
L'anno scorso, la vera svolta nei rapporti tra Cina e regione, con la firma dell'accordo di partenariato, premessa utile per partecipare in occasione dell'Expo a una serie di incontri commerciali destinati a riempire di contenuto l'intesa-quadro siglata dal vice governatore Shi Hepig e Gian Mario Spacca.
C'è di più. Le Marche sono state inserite nel comitato intergovernativo italo-cinese, mentre con gli esteri è stato siglato un accordo di cooperazione rafforzata tra regione e ministero, poi è seguita la proposta per l'accordo con la provincia dello Jiangsu dove negli ultimi anni si sono insediate nel frattempo diverse aziende marchigiane, da Ariston (apparecchi termosanitari) a Wuxi a Faam (batterie industriali) a Yixing. Nel 2009, nuova visita in Cina, con l'accordo di partenariato con ben cinque ambiti di collaborazione sottoscritto a fine anno, inclusa la messa a punto di un progetto per celebrare la figura di Matteo Ricci. Poi l'Expo di Shanghai.
Con l'area dello Jiangsu, i progetti sono molto ambiziosi. L'area è molto industrializzata ma anche parecchio bisognosa di interventi ambientali. La convenzione stipulata tra la provincia dello Jiangsu e l'università Politecnica delle Marche riguarda infatti progetti che spaziano dallo sviluppo sostenibile all'urbanistica agli insediamenti urbani a basso impatto: depurazione delle acque civili e da allevamenti zootecnici, impianti per lo sfruttamento delle risorse energetiche alternative e la messa a punto di strumenti urbanistici per la qualità urbana da affiancare alla strumentazione tecnica vigente, tra i quali manuali di buona progettazione che raccolgono le più recenti esperienze europee.
Entro il 2020 la Cina costruirà 100 nuove città ecocompatibili oltre a realizzare interventi per adeguare quelle esistenti con l'obiettivo di accogliere nuovi abitanti e ridurre i livelli di inquinamento.
Le Marche possono dare un contributo sostanziale con il coinvolgimento delle forze migliori attive nella progettazione sostenibile e nell'edilizia eco-compatibile, proprio in vista delle nuove città che nasceranno in Cina e alla riqualificazione urbana di quelle già esistenti.
I tre filoni di intervento previsti sono: una rete ecologica, una rete socio-culturale e una rete urbana e tecnologica.
La strategia per internazionalizzarsi continua anche in Italia. La Regione Marche è diventata capofila del tavolo strategico nazionale Governo-Regioni e si è data una legge, la 30/2008, che ha creato un sistema regionale di coordinamento formato da Unioncamere, Confindustria Marche, Cna Marche, Cgia Marche, Confapi Marche, Svim enti fieristici insieme a Ice e commissione consiliare.
I desk presenti all'estero dovranno veicolare il brand Luxury Marche con il quale la Regione valorizza buon gusto, cultura, arte, tradizione, creatività e innovazione.
Ciascuno degli attori in gioco, insomma, sta facendo la sua parte. Di questo processo di "internazionalizzazione attiva", da buon filosofo logico, Matteo Ricci sicuramente apprezzerebbe il metodo utilizzato.
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02/06/2010