Il pieno ai Bric? Missione impossibile

I paesi Bric corrono, scolvolgono equilibri economici consolidati, fanno paura. La loro fame - ai limiti della voracità - di petrolio e gas crea allarme. Brasile, Russia, India e Cina anno dopo anno macinano record di consumi petroliferi, ingollano senza sosta benzina, gasolio, metano e gpl. Sono entrati stabilmente nella top ten mondiale dell'oil, in dieci anni la Cina ha raddoppiato i consumi petroliferi, ha superato il Giappone, ora è al secondo posto, alle spalle degli Stati Uniti. Raddoppio anche dell'India, il Brasile ha corso come un matto, la Russia anche.
In queste settimane le quotazioni internazionali di brent sono sotto tensione per colpa degli sconvolgimenti nei paesi del Nord Africa. Rischiano di diventare tensioni stabili, con prezzi crescenti, per colpa dei Bric.
I quattro paesi, un tempo definiti emergenti, nel 2009 hanno assorbito il 19,65% dei consumi mondiali. I consumi pro-capite dei Bric sono ancora bassi, bassissimi. A livello di Terzo mondo, soprattutto nel caso di cinesi e indiani. Se Pechino e New Delhi arrivassero a consumi pro-capite decenti, sarebbe un bel passo per loro che avrebbe conseguenze pesanti sui nostri consumi. E quando si parla di livelli decenti, s'intende di sviluppi a portata di mano.
Il Gabon, per esempio. Il paese dell'Africa centrale, capitale Libreville, non brilla per l'economia in espansione, il Pil non compare nelle parti alte di nessuna classifica, ma ha consumi petroliferi pro-capite molto più alti dei Bric. Ogni bantù, o un abitante delle tante etnie che affollano il Gabon, ha un consumo pro-capite di 4,46 barili l'anno. Contro i 2,33 della Cina e i soli 1,04 dell'India, secondo i dati della World oil and gas review 2010 che l'Eni mette a punto ogni anno.
Portiamo per gioco - un'innocente elaborazione che ha un significato economico concreto - i Bric ai livelli del Gabon: di quanto salirebbero i consumi petroliferi? Il risultato sarebbe devastante: la Cina dovrebbe moltiplicare per tre i suoi consumi, l'India del 748%, il Brasile "solo" del 63 per cento. Risultato: la quota dell'oil Bric sui consumi mondiali raddoppierebbe. Il 42% della domanda mondiale, per essere precisi.
Un altro esempio? La Malaysia, una piccola tigre asiatica, consumo medio pro capite 7,78 barili. Ebbene, il giorno in cui Cina, India, Russia e Brasile arriveranno ad avere consumi pro-capite simili agli abitanti di Kuala Lumpur, sarà un vero e proprio disastro per il mondo, non solo occidentale: i Bric fagociteranno il 70,62% degli attuali consumi di tutto il pianeta. E a noi, e al resto del mondo, costa resterà?
Spingiamo oltre la provocazione matematica, senza arrivare a paesi che sembrano di un altro pianeta, come Arabia Saudita, Stati Uniti e Canada? Fermiamoci alla Corea del Sud, consumo pro-capite poco più di 15 barili l'anno: la voracità dei Bric si trasformerebbe in qualcosa che va al di là dell'immaginabile, i quattro paesi avrebbero bisogno del 151% dell'attuale consumo mondiale.
Certo, la produzione mondiale può crescere. Ma servono nuovi pozzi, pipeline e raffinerie. Il tempo stringe, il Gabon è dietro l'angolo, i consumi in stile Malaysia sono alla portata dei Bric, per la Corea ci vorrà tempo. Ma l'epoca del petrolio a quotazioni facili sembra proprio tramontata.
L'allarme per il petrolio vale anche per il gas. In dieci anni la Cina è passata da 17 metri cubi pro-capite a 71, vale a dire che ha quadruplicato i consumi. L'India li ha raddoppiati, il Brasile triplicati. Solo la Russia è su livelli molto alti, altissimi, potendo contare sugli enormi giacimenti della Siberia. I Bric ora assorbono il 19,7% della domanda mondiale. Se arrivassero ai livelli pro-capite dell'Indonesia, 188 metri cubi, i Bric ingoierebbero il 29,9% dei 3.065 miliardi di metri cubi che ogni giorno vengono bruciati nel mondo.
A spanne, mezzo miliardo di metri cubi in più, ogni giorno, per agguantare l'Indonesia. Per raggiungere il livello di un altro paese asiatico, la Thailandia, la Cina dovrebbe moltiplicare per sette i suoi consumi, all'India servirebbe un miracolo: +1.054%, con il risultato che i Bric ogni giorno brucerebbero il 60,5% di tutto il gas in commercio nel mondo. Inquietante. La domanda è: quanti anni ci vorranno perché i paesi Bric raggiungano i consumi pro-capite dell'Indonesia? Pochi. E quanti per agguantare la Thailandia? Qualcuno in più, forse. Ma non troppi. Un vero e proprio incubo per l'Italia, che sta riducendo i consumi di petrolio e aumentando quelli di gas.
Solo per la cronaca: quando i quattro cavalieri dei Bric arriveranno a consumare 1.265 metri cubi di gas, come fa ogni abitante italiano, avranno bisogno del 125% di tutto il metano estratto nel mondo. E a noi cosa resterà?
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L'ORO NERO L'India in corsa

A lato, la simulazione fatta a partire dai dati della World oil and gas review 2010. Nella prima colonna i consumi 2009 dei Bric (il 19% della produzione mondiale). Se ogni cinese avrà gli stessi bisogni di un abitante del Gabon, il consumo aumenterà del 191%. Sommando gli altri Bric sui livelli del Gabon, si arriva al 42% della produzione mondiale.


IL GAS Brasile triplica i consumi

L'allarme sul petrolio vale anche per il metano. Negli ultimi dieci anni i Bric (esclusa la Russia, che viaggia su ritmi occidentali) hanno visto crescere di molto il consumo di gas: la Cina ha quadruplicato i consumi, l'India li ha raddoppiati, il Brasile triplicati, e oggi utilizzano circa un quinto dell'intera produzione mondiale.

13/02/2011