Il Partito detta la vera gerarchia

C'è una cosa importante da fare, prima di partire per un viaggio d'affari in Cina. Dotarsi di un numero congruo di biglietti da visita, meglio ancora se con il retro tradotto in cinese, perché dimostra serietà di intenti. E ricordarsi di consegnarli tenendoli con entrambe le mani, così come a due mani vanno ricevuti quelli dell'interlocutore. Cosa vuol dire congruo? «Io nella borsa che porto con me a ogni incontro ne ho sempre un centinaio, e altri 400 li tengo nella valigia». Alberto Forchielli è presidente di Osservatorio Asia. Da tempo vive in Cina ed è stato l'ideatore del primo fondo Mandarin Capital Partners, nato per sostenere gli investimenti delle aziende italiane in Cina e viceversa.
Fondamentale avere il senso della gerarchia: «Le qualifiche formali, come vicepresidenti, direttori generali, responsabili finanziari, non fanno testo – spiega Forchielli –: quello che conta davvero è la posizione nel Partito». Meglio allora informarsi prima del meeting, magari mandando una e-mail alla segretaria che ha contribuito a organizzarlo chiedendole l'elenco dei partecipanti in ordine di importanza.
Quando si chiede un appuntamento d'affari, bisogna sempre accompagnarlo a un invito a pranzo o cena: fissare l'incontro di business e basta è considerato maleducazione. Occorre scegliere il ristorante e decidere a priori il menu: «Se si è in Cina per pochi giorni, la via più semplice è quella di rivolgersi al ristorante dell'albergo dove si alloggia», suggerisce Forchielli. Molto apprezzato chi riserva una saletta privata; fondamentale non sbagliare gli orari: in Cina si pranza fra le 12 e le 12,30 e si cena fra le 18 e le 18,30.
Un cinese non va mai abbracciato, né gli va toccata la testa o la nuca, ma le donne apprezzano il baciamano. L'uso dei telefonini a tavola è più che consentito: nessuno si scandalizzi se l'ospite all'improvviso riceve una telefonata, si alza e se ne va per parlare. Noi potremo fare lo stesso.
Occhio infine ai brindisi: «Bisogna alzarsi – ricorda Forchielli - fare il giro del tavolo e andare dietro alla persona con cui si intende brindare, stando attenti a cominciare da quella più importante. Il bicchiere va sollevato, ma sempre un dito sotto a quello dell'interlocutore. È un segno di rispetto che non va dimenticato».
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22/08/2011