Il governo cinese prepara la stretta anti-inflazione

SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
Il governo cinese affila le armi contro l'inflazione. Secondo alcune fonti di stampa domestica, la Commissione Nazionale per le Riforme e lo Sviluppo (l'organo supremo che coordina e pianifica l'economia) starebbe preparando un pacchetto di misure per contrastare l'aumento dei prezzi al consumo che, nelle ultime settimane, sono diventati roventi.
A ottobre il tasso di inflazione ha registrato un aumento del 4,4%, il più alto degli ultimi due anni. A tirare la volata al nemico pubblico numero uno delle banche centrali è stata l'improvvisa lievitazione dei corsi dei beni alimentari e delle derrate agricole. Le statistiche parlano chiaro: a ottobre l'inflazione da cibo si è attestata poco sopra il 10 per cento. Soia, zucchero, vegetali, carne di maiale (tutti i prodotti base dell'alimentazione cinese) sono entrati in un periodo di alta tensione; i prezzi dell'aglio sono addirittura raddoppiati rispetto a un anno fa.
Se a ciò si aggiunge che i prezzi internazionali delle materie prime, di cui il Dragone è il più vorace consumatore mondiale, continuano a essere sotto pressione, il quadro inizia a farsi inquietante. D'altronde, l'ultima volta che i prezzi delle derrate alimentari andarono fuori controllo, nell'inverno del 2008, per la Cina non fu un bel momento. In alcune zone del paese l'aspettativa che i prezzi del cibo potessero continuare ad aumentare innescò una drammatica e pericolosa corsa agli acquisti. Si verificarono scontri e incidenti e in un Carrefour di Chongqing morirono anche delle persone. La speculazione contribuì a infiammare ulteriormente il malcontento popolare, soprattutto nelle campagne dove il meccanismo di formazione dei prezzi è poco trasparente.
Per evitare che la storia si ripeta, Pechino questa volta è pronta a giocare d'anticipo. Le misure approntate in queste ore dal governo dovrebbero servire a limitare il rialzo dei prezzi del cibo. Al tempo stesso, ha annunciato ieri il ministero del Commercio, i centri di stoccaggio pubblici hanno ricevuto ordine di immettere sul mercato parte delle loro scorte alimentari per calmierare i prezzi.
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17/11/2010