Il fondo della Cina bussa all'Europa

L'anno scorso ha realizzato la miglior performance tra i fondi sovrani. Non perché il China Investment Corp, il colosso creato a Pechino nel 2007 per investire nel mondo 200 miliardi di dollari di riserve cinesi, abbia fatto le scelte migliori rispetto ai suoi concorrenti. Ma solamente perché – a detta del suo presidente Lou Jiwei – molti Paesi europei gli hanno impedito di investire. Gli hanno fatto muro. E l'immobilità, in un anno come il 2008, è stata vincente. Morale: ora che la diffidenza nei suoi confronti sembra essere diminuita, il China Investment Corp ha deciso di suonare la carica. Il fondo sovrano ha infatti annunciato ieri di voler aumentare gli investimenti all'estero e, soprattutto, ha comunicato che punterà proprio sull'Europa. Ad annunciarlo è stato lo stesso Lou Jiwei ad un convegno organizzato a Boao, in Cina. E la notizia, riportata dalle agenzie di stampa e da siti internet come quello del «Wall Street Journal», ha fatto il giro del mondo.
Il Cina Investment Corp, che nel mondo finanziario viene abbreviato in «Cic», è uno di quei colossi creati dai Paesi con ingenti surplus di bilancio. I fondi sovrani sono grossi veicoli finanziari che detengono e investono i fondi pubblici dei Paesi con forti avanzi. Nel mondo ne esistono circa 40, promossi soprattutto dagli Stati esportatori di petrolio, con un patrimonio superiore ai 3mila miliardi di dollari (stima Ocse). Il China Investment Corp è uno di loro: è nato per investire parte delle riserve della Cina, che superano gli 800 miliardi di dollari. Solo nel 2008 questi fondi hanno investito circa 70 miliardi di dollari in occidente, per esempio nelle banche americane. Soldi che, in gran parte, si sono volatilizzati con la crisi. Il China Investment Corp, invece, è stato più cauto. Ha investito (e perso soldi) in Morgan Stanley e Blackstone, ma in Europa non ha puntato un euro.
«Alcuni uomini politici europei – ha raccontato Lou Jiwei con un pizzico di rammarico e di ironia – negli anni passati mi facevano capire che noi non eravamo bene accetti. Così io ho sempre risposto loro: va bene. Se non mi volete, io non vengo. Voglio quindi ora ringraziarli, perché non abbiamo mai messo un cent in Europa». Niente investimenti, insomma, niente perdite nell'anno della grande crisi finanziaria. Ma ora è il momento della svolta. «Ultimamente ho notato un cambio di atteggiamento – ha spiegato Lou Jiwei –. L'Europa è ora molto positiva nei nostri confronti, e non ci impone più condizioni restrittive». Morale: il Cic, cioè il sesto maggiore fondo sovrano del mondo, entrerà nel Vecchio continente. Lou Jiwei non ha detto dove. Non ha detto in quale Paese investirà. Ma per mercati finanziari che cercano di uscire dalla crisi, l'annuncio di future possibili nuove iniezioni di capitali non può che far piacere.
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19/04/2009