Il fabbisogno secondo i Ceo degli emergenti: viabilità batte energia

In India e Sudafrica la prima cosa da fare sono le centrali elettriche. In Cina tra le necessità più impellenti c'è la disponibilità di acqua corrente. Mentre in Europa dell'Est e in America Latina la mancanza di ospedali e scuole di buon livello impedisce di attrarre talenti nelle aziende.
Così almeno la pensano i top manager che lavorano nei Paesi emergenti. Intervistati dagli analisti di Kpmg, che hanno svolto l'indagine in collaborazione con l'Economist Intelligence Unit, questi professionisti hanno elencato le loro priorità in materia di infrastrutture.
In generale, per il 65% dei dirigenti dei Bric le infrastrutture dei loro Paesi sono di qualità scarsa: un problema non da poco, visto che per il 90% di loro la qualità di strade e forniture energetiche sarà uno dei fattori che incideranno di più sulle prospettive di sviluppo del business delle loro imprese nei prossimi cinque anni. E visto che gli investimenti infrastrutturali sono all'ordine del giorno un po' in tutto il globo, dal programma di Obama alle richieste di Confindustria, i manager fanno sapere i loro desiderata.
Per tutti, al primo posto delle urgenze c'è la viabilità: per un manager intervistato su due, strade, ferrovie e aeroporti sono attualmente insufficienti a garantire la crescita economica delle imprese del Paese. Per tutti tranne che per gli indiani: il 62% di loro, infatti, segnala la mancanza di elettricità come la vera questione all'ordine del giorno. Ma quello delle forniture energetiche è un problema di tutta l'Asia: il 59% degli intervistati lo indica tra le carenze strutturali, rispetto al 33% dell'Est Europa o il 35% dell'America Latina. E ancor più è un'emergenza in Africa, dove la percentuale sale al 74 per cento. Solo in Cina la questione energetica è superata da un'esigenza ancora più impellente: quella idrica.
A sorpresa, al secondo posto nella lista delle priorità di Europa dell'Est e America Latina ci sono le infrastrutture cosiddette "sociali", ovvero ospedali, scuole, abitazioni. Il legame con il mondo degli affari è presto fatto: per attirare e trattenere talenti, le aziende devono poter offrire servizi di base all'altezza dei professionisti richiesti.
Per accontentare i manager, però, servirebbero migliaia di miliardi di dollari: «Il corridoio ferroviario per il trasporto merci Delhi-Mumbai, ad esempio – ricorda Nick Chism, partner Kpmg responsabile Global Infrastructure – richiede un investimento di 90 miliardi di dollari. Mentre le carenze infrastrutturali della Russia sono state valutate in mille miliardi di dollari».
Mi. Ca.

17/02/2009