IL DRAGONE VOLERÀ PIÙ IN ALTO DELL'AQUILA

IL DRAGONE VOLERÀ PIÙ IN ALTO DELL'AQUILA

Pechino, 03 nov. - Da quando nel 1905 venne abolito il sistema degli esami imperiali che richiedevano la conoscenza dei classici della tradizione confuciana per accedere alla carica di funzionario pubblico, la Cina ha progressivamente sostituito la sua classe dirigente composta da "letterati" con una costituita da "tecnocrati". Per migliorare e ammodernare il sistema di istruzione si sono seguiti i modelli occidentali e, nella ferma convinzione che lo sviluppo tecnico-scientifico avrebbe permesso al Paese di Centro di ridurre il gap con i paesi occidentali, gli sforzi si sono concentrati sulle materie scientifiche. Successivamente al cupo decennio della Rivoluzione Culturale e sulla scia dei risultati del miracolo economico cinese, la percentuale del Pil destinata alle attività di ricerca e sviluppo è progressivamente cresciuta e, secondo le guidelines fissate nell'XI Piano Quinquennale, la Cina ha puntato a divenire un paese leader nella ricerca. Il "Global Research Report" realizzato da Thomsom Reuters con l'intento di illustrare il mutevole panorama e le nuove dinamiche della ricerca su scala mondiale, pubblicato in questi giorni, ha messo in luce il boom della ricerca Cina. Se nel 1998 la Cina contribuiva appena per 20,000 pubblicazioni, nel 2008 ne aveva prodotte ben 112,000: continuando su questa stessa traiettoria e mantenendo lo stesso tasso di crescita – dopo aver superato Giappone , Regno Unito e Germania – il Dragone dovrebbe "volare più in alto dell'Aquila" entro i prossimi dieci anni, puntando quindi a surclassare gli Stati Uniti. Secondo Jonathan Adams – direttore del reparto valutazione delle ricerche della Thomsom Reuters – "se il tasso di crescita della ricerca in Cina rimane così rapida e solida, le istituzioni europee e nordamericane vorranno esservi coinvolte. Oramai, la Cina non dipende più dai paesi del G8 per le proprie attività di R&S; Europa e Stati Uniti devono prenderne atto e guardare alla Cina come un partner paritario". Dallo studio emerge inoltre che la ricerca si orienta verso i settori di punta, quali fisica e tecnologia; mentre per il futuro si prevede una sostanziale crescita delle scienze agricole e naturali (quali immunologia, microbiologia, biologia molecolare e genetica). Numerose le cooperazione a livello internazionalem tra cui spiccano Stati Untiti, Giappone, Corea del Sud, Singapore e Australia.