IDEOGRAMMI DI armonia

DI LUCA TREMOLADA
È l'ideogramma il grimaldello per penetrare nel profondo della rete sociale cinese. Non solo e non tanto per cogliere le sfumature di una conversazione, quanto perché questo linguaggio sembra essere nato per dare voce a internet. Ecco perché il fenomeno straordinario del social networking cinese non ha una chiave di interpretazione banale.
Lo sa bene Gianluigi Negro, 25 anni, laureato da poco a Ca' Foscari di Venezia con una tesi sul Web 2.0 in Cina. «Senza tenere in considerazione il confucianesimo, la storia e naturalmente un po' di cinese scritto e parlato è complicato interpretare cosa avviene dentro queste reti virtuali. E il paragone con i vari Facebook, Flickr, Twitter non aiuta. «A parte qualche clone – sottolinea il giovane sinologo – nel "Celeste Impero" tutto o quasi ruota intorno a chat e a Bbs con qualche elemento social». Parliamo di due sistemi di comunicazione che risalgono all'alba di internet, in particolare la Bulletin Board System (Bbs) è un "manufatto" degli anni Settanta. Eppure, in Cina le Bbs raccontano bene come la società si esprime sul web. «Ci sono Bbs per universitari, per colletti bianchi, per chi lavora nei campi. Qzone, forse il social network più diffuso al mondo, è dedicato espressamente agli adolescenti». A differenza del Web 2.0 occidentale, la conversazione si struttura per gruppi sociali ma non per questo risulta più limitata o meno creativa. Anzi. È proprio sul fronte della creazione di contenuti che la Cina segna il passo. «A livello quantitativo – racconta Negro – l'utente 2.0 di Pechino produce più pagine dinamiche. In particolare, nelle città il 40% degli utenti pubblica post, pagine web, scambia contenuti, suonerie, video. Rispetto a noi sono più produttivi, più creativi e anche più ludici».
I videogame infatti sono quantomeno una delle chiavi di lettura per decifrare l'enigma del social networking made in China. Questa industria non conosce crisi. «Se si entra in un internet point in Cina la maggior parte delle persone è intenta a giocare. Ma attenzione – avverte – non si tratta di casual game all'occidentale come ad esempio gli schacchi o il Tetris». Il videogame alla "pechinese" si rifà in realtà alla tradizione coreana e giapponese. Sono giochi di ruolo di ambientazione fantasy sul modello World of Warcraft che consentono di salvare il proprio profilo giocatore e trasferirlo nelle pagine personali. «Questa è una caratteristica importante: ciascun giocatore possiede un avatar che in un certo senso lo definisce e lo fa sentire parte di una comunità. Una appartenenza di questo tipo è parte integrante della mentalità confuciana che vede l'individuo realizzarsi all'interno (e al servizio) di un gruppo». In questo senso la dottrina di Confucio può essere vista come un elemento che ha spinto a favore della penetrazione del social networking. Inoltre, va ricordato che lo zoccolo duro degli utenti attivi è tra i 18 e i 24 anni. In particolare gli under 18 sono quelli che hanno conosciuto il maggior incremento nell'ultimo anno. Sono loro i piccoli imperatori delle reti sociali. Non a caso l'applicazione più scaricata (5 milioni di download) si chiama "Happy Farm", è una specie di Tamagotci che può essere inserito come widget sulle proprie web pages.
Ma c'è di più. La scrittura cinese su internet ha conosciuto una trasformazione più profonda dello slang internettaro a cui siamo abituati nello nostre chat. «L'uso degli ideogrammi è spesso allusivo, allegorico il tono dei post nei blog è sempre leggero, burlesco, non è mai diretto. Naturalmente – avverte – questo escamotage serve per parlare di temi caldi e sfuggire al controllo della censura». Controlli che ci sono. Ma il firewall cinese, la Grande muraglia di tecnologia di filtro, tradisce crepe sempre più evidenti. E l'esplosione del social networking ne è la prova. «Ogni blogger – spiega Negro, che ha intervistato per la tesi numerosi autori cinesi di diari personali – gestisce contemporaneamente quattro o cinque siti. In questo modo se viene chiuso un indirizzo Ip, il messaggio raggiunge in ogni modo il pubblico. Ma, al di là dei metodi per aggirare i filtri è l'atteggiamento del governo a essere cambiato. La scelta di sponsorizzare blogger per scopi di propaganda e la politica di armonizzazione di Pechino indicano una diversa strategia nei confronti dei cittadini 2.0 che rappresentano attualmente il 12,3% dell'intera utenza internet. In questo senso è difficile prevedere cosa accadrà nella società dei piccoli imperatori». Quello che è certo è che il Dragone potrebbe trovare nella rete un liquido amniotico per trasformarsi in altro da ciò che è oggi. E forse la chiave di questa mutazione è tutta dentro gli ideogrammi.
luca.tremolada@ilsole24ore.com
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I DIECI GIOIELLI SULLA CODA DEL DRAGO

L'altra Cina. I siti di social networking cinesi più famosi. Dal video sharing al motore di ricerca, dalla chat alla comunità di universitari passando persino per il dating online. Ecco il meglio del social networking cinese. La terza via al Web 2.0

Reti periferiche

51.com. È il network degli abitanti delle aree rurali. Possiede una sua piattaforma per videogiochi. (www.51.com)

L'imperatore

Qzone. Il più grande social network in Cina, frequentato soprattutto da teenager. (www.qzone.qq.co)

Università in rete

Zhanzuo. Lanciato dal fondo Sequoia, Zhanzuo rivolto agli studenti dei college. Ha ricevuto da Facebook un'offerta di 85 milioni di dollari (www.zhanzuo.com)

Emozioni online

Bihe. Chi cerca un partner entra nella community di Baihe: riceve un corso di comunicazione emotiva per 40 dollari. (www.baihe.com)

Video di gruppo

WangYou. È stato il primo social network cinese a sperimentare una licenza per il video broadcasting (www.wangyou.com)

Anima gemella

Ipart. Nel mondo di ipartment è possibile cercare l'anima gemella e abitare insieme in un appartamento (virtuale) (http://www.ipart.cn)

Impronte del web

Baidu. Il principale motore di ricerca cinese. Ha lanciato anche un social network. Il suo simbolo è una zampa (http://tieba.baidu.com)

Il network in campo

Xiaonei. Dedicato agli studenti universitari. Il suo mercatino online di oggetti usati è un successo. (www.xiaonei.com)

Comunità di ricerca

Baidu Kongjian. Un'altra rete sociale sviluppata dal motore di ricerca Baidu. (http://hi.baidu.com)

Onda musicale

Kaixin. I membri di questo social networking condividono musica online e hanno a disposizione un gigabyte di spazio. (www.kaixin001.com)

I «meridiani» digitali

La radiografia dell'internet cinese dall'ultimo rapporto del Cnnic (China Internet Network Information Centre), gennaio 2009.
298 milioni
Cittadinanza internet
Alla fine del 2008, gli utenti internet cinesi erano 298 milioni
(+41,9% rispetto al 2007).22%
Cinesi connessi
Il tasso di penetrazione di internet in Cina (Giappone, Usa e Corea sono oltre il 70%).80%
Web 2.0 e università
Otto studenti universitari su dieci gestiscono un blog o un diario personale.
162 milioni
La blogosfera
Gli autori di blog personali rilevati alla fine dell'anno scorso
dalle statistiche ufficiali.
78%
I lettori online
Chi usa il web come principale fonte di informazione.
(Dati da CI NIC gennaio 2009)

30/04/2009