HONG KONG CELEBRA IN TONO MINORE STRAGE 4 GIUGNO

Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 3 giu. - Affluenza in calo a Hong Kong, quest'anno, per la veglia di commemorazione delle vittime della strage di piazza Tian'anmen dl 4 giugno 1989. Il tradizionale ritrovo a Victoria Park risente delle divisioni all'interno delle sigle pro-democratiche dell'ex colonia britannica e dell'ascesa dei movimenti localisti, favorevoli all'indipendenza di Hong Kong dalla Cina. L'assenza di maggiore peso sarà quella della federazione degli studenti di Hong Kong, che già il mese scorso aveva annunciato l'intenzione di abbandonare la commemorazione organizzata come ogni anno dalla Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements in China, che aveva contribuito a fondare.

Le parole più chiare riguardo alla scelta di abbandonare le commemorazioni sono forse quella della presidente della federazione degli studenti, Hillary Tihan, che al South China Morning Post ha spiegato che il movimento studentesco dovrebbe concentrarsi più sull'obiettivo di realizzare lo sviluppo politico di Hong Kong, piuttosto che concentrarsi sulla costruzione di una Cina democratica. La divisione tra gli studenti è arrivata dopo il 2014, con il movimento di Occupy Central che per 79 giorni ha animato le proteste pro-democratiche dell'isola incentrate sulla nomina popolare dei candidati alla carica di capo esecutivo dell'isola, e con il sorgere del movimento localista che arriva fino a chiedere l'indipendenza di Hong Kong dalla Cina.

Al di fuori della Cina, dove l'anniversario non viene celebrato, le vittime della strage di ventisette anni fa vengono ricordate anche a Taiwan, dove, per la prima volta, si è tenuta una commemorazione in parlamento in ricordo dei fatti del 1989. La commemorazione arriva a due settimane dall'inizio del mandato come presidente Taiwan di Tsai Ing-wen, invisa a Pechino per il mai affermato riconoscimento del Consenso del 1992, che regola i rapporti tra la Cina e Taiwan. Al minuto di silenzio in ricordo delle vittime ha preso parte anche uno dei protagonisti di quei giorni, Wuer Kaixi, oggi residente a Taiwan. In un messaggio ai parlamentari di Taipei, Wuer ha chiesto di mandare a Pechino il segnale che "state dalla parte degli attivisti pro-democratici e che siete diversi dal governo cinese".

I giorni che hanno preceduto l'anniversario di domani sono stati scanditi dagli arresti, in Cina, di alcuni attivisti: a Pechino tre persone che stavano preparando una commemorazione sono state arrestate martedì scorso, ma il caso che ha attirato maggiormente l'attenzione è quello dei due attivisti in Sichuan, nel sud-ovest della Cina, arrestati per la promozione del "liquore del 4 giugno" che sull'etichetta riporta l'immagine dei carri armati contro l'uomo disarmato e diversi riferimenti alla strage di ventisette anni fa. Continua anche la censura su internet: secondo il sondaggio compiuto dal sito web China Digital Times, sono oltre 250 le parole vietate sul web in riferimento, anche velato, alla repressione delle proteste pro-democratiche della primavera del 1989.

 

03 MAGGIO 2016

 

@ Riproduzione riservata