HK: caos nel parlamentino, respinti giuramenti anti-Cina

Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 12 ott. - Caos in parlamento a Hong Kong, dopo che tre giuramenti di parlamentari dell'opposizione sono stati rifiutati per richiami anti-Pechino e per avere prestato fedeltà alla "nazione di Hong Kong". Striscioni pro-indipendenza, richiami offensivi alla Cina e le frasi del Mahatma Gandhi rilette in chiave anti-Pechino sono stati tra i momenti più caldi della prima seduta dell'Assemblea Legislativa di Hong Kong dopo le elezioni del 4 settembre scorso, che hanno portato al parlamento dell'isola molti esponenti dei gruppi che chiedono una larga autonomia o addirittura l'indipendenza dell'ex colonia britannica da Pechino.

 

I tre giuramenti rifiutati dal segretario generale dell'Assemblea Legislativa, Kenneth Chen, sono di due parlamentari del gruppo "localista" Youngspiration, e di un neo-eletto del gruppo pan-democratico. Ad altri quattro parlamentari di orientamento indipendentista che all'atto del giuramento hanno fatto precedere alcune frasi, invece, è stata concessa la validità. I parlamentari Sixtus Leung e Yau Wai-ching del gruppo Youngspiration hanno prestato il loro giuramento con indosso uno striscione che riportava la scritta "Hong Kong non è Cina" e hanno pronunciato la stessa parola "Cina" contenuta nel giuramento in maniera offensiva. Leung ha anche cambiato la formula di giuramento, dichiarando di prestare fedeltà alla "nazione di Hong Kong".

 

Edward Yiu ha, invece, aggiunto al giuramento la promessa di "combattere per un genuino suffragio universale", ovvero la motivazione degli studenti che hanno composto i movimenti di protesta di Occupy Central nel 2014, quando per due mesi e mezzo il centro dell'isola è stato bloccato dalle contestazioni contro la proposta di legge voluta da Pechino per le elezioni di Hong Kong del 2017, che escludeva la scelta popolare dei candidati alla carica di capo esecutivo dell'ex colonia britannica. Tra i giuramenti accettati c'è anche quello in "slow motion" della deputata "localista" Lau Siu-lai, che ha impiegato otto minuti per il giuramento con pause di cinque secondi tra una parola e l'altra. L'ultimo a postare giuramento è stato il capo del gruppo dei "localists", Nathan Law, il più giovane parlamentare della storia di Hong Kong, con soli 24 anni di età, che prima dell'atto ha citato le parole di Gandhi, "potete incatenarmi, imprigionarmi, distruggermi, ma non potrete mai imprigionare la mia mente".

 

12 OTTOBRE 2016


Nella foto, Nathan Law

 

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