Henry Ford rinasce in Cina

Sotto l'albero di Natale, si è tolto lo sfizio di regalarsi la Volvo. E l'anno prossimo dovrebbe fare in tempo a scartare la prima auto elettrica. Vivrà un 2010 da protagonista Li Shufu, 46 anni, presidente della Geely, casa automobilistica cinese da 300mila vetture all'anno. Non la più grande dell'ex Celeste Impero, di certo tra le più aggressive. Fa shopping all'estero, compra dalla Ford la più importante casa automobilistica svedese, raccoglie l'invito di Obama al Go green e lavora all'auto di nuova generazione: piccola come una Smart, da città, a motore elettrico, in parte ricaricabile coi pannelli solari, e poco costosa, circa 1.500 dollari, quanto basta
per fare sudare freddo l'indiana Tata
con la sua Nano.
Quel che più conta, Shufu - tra i 400 uomini più ricchi al mondo secondo Forbes - ha voluto che l'auto elettrica fosse tutta progettata in casa. Per il figlio di un'umile coppia di contadini dello Zhejiang, che alla Geely c'era già nell'anno della sua fondazione, l'innovazione è un capitolo importante. Diversi milioni di renminbi sono stati investiti per creare un Research institute interno capace di pensare 4 o 5 nuovi prototipi l'anno, mentre diverse centinaia di milioni sono costate la Beijing Geely University e il college Sanya presso l'ateneo di Hainan. Shufu l'ha capito: il futuro si gioca sulla ricerca e sullo sviluppo. Anche per quella Cina che molti si ostinano a considerare ancora solo la fabbrica del mondo.
Mi. Ca.


Li Shufu

Cina

Geely Auto

È il simbolo della Cina 2.0: non solo produzione di massa, ma anche ricerca e sviluppo, dovesse un giorno il costo della manodopera non renderla più competitiva nel mondo. Farà l'auto elettrica, in linea con il go green di Obama

29/12/2009