Grandi stazioni per gli emergenti

LE MAXI-OPERE 2010

Solo pochi anni fa nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo, ma è successo. L'aereo ha finito di simboleggiare l'idea del futuro e del progresso tecnologico. Il treno è di ritorno. L'alta velocità, non una delle tante capriole della Storia, lo ha rimesso sui binari. E con i treni-proiettile che sfrecciano in Europa, in Cina, in Arabia Saudita, in Corea e presto in altri paesi emergenti (in futuro, parola di Obama, anche negli Stati Uniti), le stazioni tornano a diventare importanti luoghi di materializzazione e smaterializzazione di presenze umane. Con un corollario impressionante di domanda di prodotti e servizi: nuove soluzioni architettoniche, illuminazione, negozi, ristorazione, tutela ambientale, alimentazione e gastronomia, banche, connessioni veloci con altri mezzi di trasporto.
Le nuove cattedrali ferroviarie in progetto e in costruzione a centinaia in giro per il mondo rappresentano bene i grandi lavori infrastrutturali che caratterizzeranno il 2010 accanto a dighe, ponti, porti, autostrade, centrali fotovoltaiche (si vedano gli articoli alle pagine 20 e 21). Ma le grandi stazioni sono l'investimento che più di tutti, in questo momento, ha la possibilità di cambiare la nostra percezione della distanza e dell'accessibilità dei luoghi. L'aspetto più interessante del business è che le strutture già realizzate non esauriscono il filone, ma semplicemente danno il via libera a un'infinità di nuove opportunità. Basti pensare alla South Railway Station di Pechino, la più grande stazione ferroviaria dell'Asia, capace di mettere in viaggio 30mila passeggeri all'ora e rifornita in energia da oltre 3.200 pannelli solari collocati sul tetto di vetro. Beijing South Railway sarà il benchmark per una serie di nuove stazioni che serviranno la grande rete ad alta velocità cinese. Pechino ha annunciato infatti che entro il 2012 costruirà 42 nuove linee ferroviarie ad alta velocità.
La costruzione dei nuovi hub ha scatenato una gara di bravura tra architetti e ingegneri famosi. Il design di Beijing South è di Terry Farrell, così come dei nuovi impianti di Delhi e di Guagzhou (Canton). Sono progetti di Norman Foster, invece, le stazioni della linea ad alta velocità Mecca-Medina, in Arabia Saudita, mentre Santiago Calatrava ha firmato la spettacolare stazione di Liegi.
Inutile tentare di fermare il treno in corsa. «Abbiamo bisogno di linee, ponti, tunnel e di molte stazioni. Questo sarà uno dei più grandi progetti infrastrutturali del paese» si legge nel 2009 New Deal National Rail Plan degli Stati Uniti. Il presidente Barack Obama è stato chiaro: il futuro del trasporto di massa negli Stati Uniti è il treno ad alta velocità. E allora anche negli Usa la stazione diventa simbolo del rinnovamento urbano. La società di architettura Hok, specializzata nel design di stadi, musei, aeroporti, è stata selezionata dalla città di Anaheim, in California, per progettare un impianto all'avanguardia.
A Vienna la nuova stazione, un progetto da 2 miliardi di euro con ricadute da vero e proprio distretto urbano, è il più importante lavoro infrastrutturale della capitale austriaca. Ma il New Deal ferroviario non riguarda solo i grandi snodi. La francese Sncf ha in progetto 400 nuove stazioni ecologiche dotate di pannelli solari e di sistemi di raccolta delle acque piovane. Network Rail, l'operatore ferroviario britannico e gestore di 18 grandi stazioni, ha annunciato piani per migliorare migliaia di impianti in cinque anni, attraverso un programma di investimento di 3,25 miliardi di sterline. Oltre duemila stazioni saranno ristrutturate e ampliate.
Ma è soprattutto nei paesi emergenti che il business delle stazioni cresce e accelera. In India, il rinnovamento non riguarda solo la stazione di New Delhi. Ampliamenti e trasformazione in moderni hub del trasporto su rotaia sono previsti anche a Mumbai, Patna e Secunderabad. In Corea del Sud, il grande aeroporto di Incheon ha interconnessioni con la rete dei treni a lunga e a breve distanza. Sotto le volte delle grandi cattedrali ferroviarie, il treno perde definitivamente il complesso di inferiorità nei confronti dell'aereo.
alfredo.sessa@ilsole24ore.com
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GLI ARCHITETTI DELLE CATTEDRALI FERROVIARIE

Terry Farrell

71 anni

Da architetto dei grandi aeroporti a designer delle grandi stazioni, soprattutto nei paesi emergenti. Nascono infatti dalle idee di Terry Farrell, già artefice dell'aeroporto di Incheon, in Corea del Sud, nuove grandi architetture ferroviarie come Beijing South, in costruzione o in progetto in tutto il mondo, dal Sudafrica all'India

Norman Foster

75 anni

I pellegrini che viaggeranno a 300 all'ora tra le città sante dell'Islam, Mecca e Medina, saranno accolti dalle stazioni concepite da Norman Foster, l'architetto inglese già artefice, tra l'altro, del terminal dell'aeroporto internazionale di Pechino e del progetto per la stazione ferroviaria dell'alta velocità di Firenze.

Santiago Calatrava

59 anni

L'architetto spagnolo Santiago Calatrava ha firmato la nuova stazione di Liegi, di per sè una destinazione turistica, concepita con l'obiettivo di farne un simbolo della città oltre che un nodo di trasporti. Di Calatrava anche le stazioni alta velocità di Lione e Reggio Emilia, e il Transportation Hub del Wtc di New York.



05/01/2010