GRANDI NOMI DELL'ARCHITETTURA AL PADIGLIONE ITALIANO

GRANDI NOMI DELL'ARCHITETTURA  AL PADIGLIONE ITALIANO

Shanghai, 1 set. – Un simposio di architetti si è riunito oggi presso il Padiglione italiano per il primo di una serie di appuntamenti sull'architettura che caratterizzeranno il programma del Commissariato per il mese di settembre. "Active Sustainable Design Now" – questo il titolo della conferenza – è stata promossa da GranitiFiandre e Iris Ceramica, con la collaborazione dell'Università Tongji e il sostegno di altre tre importanti organizzazioni nel ramo dell'architettura, la Chinese Architectural Academy (CAA), l'Architectural Institute of Japan (AIJ) e il Japan Institute of Architects (JIA).


Da quando l'Expo ha aperto i battenti il 1 maggio scorso, il Padiglione italiano ha mantenuto un alto profilo, proponendo sia ai visitatori che agli interlocutori economici un fitto e variegato calendario. "Prossimamente – aveva dichiarato il Commissario Quintieri in una recente intervista pubblicata sul China Daily – continueremo a organizzare eventi che sottolineeranno la nostra capacità di progettare città sostenibili grazie a design e tecnologie pioneristici. In dettaglio, il mese di settembre porrà l'accento sull'eccellenza italiana nella progettazione di edifici sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, oggi e per le generazioni future". Nello scorgere tra i relatori della conferenza "Active Sustainable Design Now" i nomi di Zheng Shiling, Maki Fumihiko, Vo Trong Nghia, Hwang Doojin, Cui Kai, Furuichi Tetsuo e Massimo Roj si può dire che la promessa è stata mantenuta.


Nel corso dei lavori, gli architetti – tutti di origine asiatica, fatta eccezione per Massimo Roj, rappresentante italiano –  ha dibattuto il concetto di architettura sostenibile, tema perfettamente in linea con lo slogan dell'Expo "Better City, Better Life". "Ci sono due tipi di architettura sostenibile: fisica e sociale – ha affermato Maki Fumihiko, architetto giapponese di fama internazionale che tra i vari riconoscimenti vanta il Premio Pritzker, considerato come il Nobel per l'architettura –; La sostenibilità fisica si raggiunge attraverso i trattamenti che effettuiamo sugli edifici al fine di accrescerne la compatibilità ambientale. La sostenibilità sociale non è altrettanto tangibile, ma riveste pari importanza nel modo in cui un edificio può conservare il proprio valore e utilità a lungo. Un'architettura è veramente sostenibile solo se rispecchia entrambi i criteri". 

 

Della stessa opinione anche Zheng Shiling, professore dell'Università Tongji, che è stato più volte apostrofato come 'mente' dell'esposizione internazionale in corso a Shanghai.  "Sostenibilità significa equilibrio e coordinazione tra gli aspetti fisici e sociali, tra gli esseri umani e la natura. L'architettura sostenibile deve soddisfare le funzioni fisiche e sociali. Esistono un ambiente ecologico sociale e un ambiente ecologico naturale per l'architettura sostenibile". Una 'via' alquanto innovativa all'architettura sostenibile, quella proposta da Vo Trong Nghia, l'architetto ideatore del Padiglione del Vietnam. Assieme a quello per la partecipazione all'Expo, Vo ha presentato altri suoi progetti – tutti realizzati interamente in bambù – incuriosendo la platea sulle tecniche tramite cui i rami sono legati insieme e su quelle per renderli anti-incendio.

Un tema comune negli interventi dei restanti relatori è stato quello del recupero della tradizione e della saggezza dei nostri predecessori, maestri nell'arte di coesistere con l'ambiente naturale in cui vivevano. Hwang Doojin ha espresso questo concetto facendo riferimento ai propri interventi di recupero e riqualificazione degli hanok (case tradizionali coreane) nel North e nel West Village di Seoul; Cui Kai richiamando i celebri quartieri del 798 a Pechino e di Xintiandi a Shanghai, per poi proseguire nell'illustrazione dei propri progetti; Furuichi Tetsuo partendo da diverse tipologie di abitazioni sparse nel mondo e evidenziandone la capacità di sfruttare i fattori atmosferici e le energie naturali (acqua, vento e sole) per supplire alla mancanza di tecnologie.

Ad aggiungere un ulteriore tassello al puzzle Massimo Roj, che ha rilanciato la centralità dell'individuo nella fase di ideazione dei progetti. "Non solo gli interessi degli agenti immobiliari, non solo le prospettive del governo, degli architetti e dei clienti ma in primo piano le esigenze degli utilizzatori finali" ha affermato Roj, il cui approccio nei confronti dell'architettura sostenibile è riassunto nel motto "Less Ego, More Eco".


"La Cina è proiettata verso il futuro e vive un momento di grande fermento e dinamico sviluppo – ha argomentato durante i lavori Song Chunhua, capo dell'Architectural Society of China – per questo, confidiamo nella cooperazione e nel dialogo con gli altri Paesi per capire come intraprendere la via dello sviluppo sostenibile". Sul palco del Padiglione Italia quest'oggi sedevano i rappresentanti di cinque diversi Paesi, che mai avevano avuto l'opportunità di incontrarsi prima. "Ciò nonostante, tutti parlavamo la stessa lingua" – ha affermato l'architetto Roj. Rispetto delle tradizioni e recupero della saggezza degli antenati: un tuffo nel passato per avanzare verso il futuro, coalizzandosi per far fronte alle sfide del nuovo millennio, quali l'esaurimento delle risorse naturali e il cambiamento climatico. Questi i temi salienti dell'incontro, nella cui prospettiva suona bene il consiglio di Hwang: "Be locally inspired and globally connected" (ispirati localmente e connessi globalmente)

 

di Giulia Ziggiotti

 

Nella foto l'archietto Massimo Roj

 

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