GOOGLE PRONTO A ELUDERE CENSURA

GOOGLE PRONTO  A ELUDERE CENSURA
Google è sul punto di porre fine alla censura che blocca i contenuti sgraditi al governo di Pechino: lo riferisce un articolo del Wall Street Journal che cita una fonte anonima interna al colosso dei motori di ricerca, e che ha causato le immediate reazioni cinesi. La compagnia di Mountain View sta conducendo intense trattative con le autorità cinesi da quando, nel gennaio scorso, denunciò una serie di attacchi informatici provenienti dalla Cina,  sostenendo di non volere più sottostare alla censura imposta dal Dragone e minacciando di lasciare il paese. "Google sta discutendo del suo futuro in Cina- aveva dichiarato qualche giorno fa il CEO Eric Schmidt in una conferenza stampa ad Abu Dhabi- e presto succederà qualcosa di nuovo". Google,adesso, starebbe trattando con diverse agenzie cinesi per mantenere diverse parti della sua attività nel paese attraverso una serie di accordi: "Ci sono ancora margini di manovra affinché Google non tagli al 100%- sostiene la fonte del Wall Street Journal- anche se potrebbe non essere un accordo completamente netto come si sperava da più parti". Oltre a gestire la versione cinese del motore di ricerca, il colosso della new economy mantiene in Cina numerose altre operazioni come centri di ricerca, vendite e partecipazioni in alcune compagnie domestiche, che potrebbero proseguire le loro attività anche se si decidesse per la chiusura di Google.Cn. Ma mentre i negoziati proseguono, la nuova minaccia di sollevare i filtri sui contenuti vietati ha causato la pronta risposta di Pechino: "È irresponsabile e sleale il fatto che Google insista nel fare qualcosa che va contro le leggi e i regolamenti cinesi, e se prosegue su questa strada dovrà inevitabilmente affrontare delle conseguenze" ha dichiarato il ministro per l'Industria e l'Information Techonology Li Yizhong nel corso di una conferenza stampa a margine dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo. Il 'caso Google' si era inserito in una serie più ampia di controversie tra Cina e Stati Uniti, come quella sull'apprezzameno dello yuan o sulla vendita di armi statunitensi a Taiwan, spingendo il segretario di Stato Hillary Clinton a dichiarare che una "una nuova cortina sta calando sulla libertà d'informazione in una vasta area del mondo". La Cina aveva prontamente reagito accusando gli USA di aver creato "una brigata di hacker" per "fomentare proteste in giro per il mondo", citando esplicitamente il caso dell'Iran. Adesso, secondo il Wall Street Journal, l'elusione della censura potrebbe essere solo questione di settimane.