GLI INVESTIMENTI CINESI NEL CALCIO EUROPEO

Di Eugenio Buzzetti

Pechino, 5 ago. - Dopo l'Inter, da poche settimane nelle mani del gigante degli elettrodomestici cinese Suning, anche il Milan passa in mani cinesi, quelle del fondo Haixia Capital e dell'industriale Li Yonghong, più altri investitori, anche statali. Oltre ai due club milanesi, oggi è arrivata la conferma della cessione del club britannico West Bromwich Albion, passato al gruppo di Shanghai Yunyi Guokai Sports Development Limited guidato dall'imprenditore Lai Guochuan, anche se non sono ancora stati annunciati i particolari finanziari dell'acquisizione.

La Premier League e la seconda divisione del campionato britannico contano oggi tre squadre passate interamente in mani cinesi. Nei mesi scorsi era toccato al Wolverhampton Wanderers (per 45 milioni di sterline, oggi equivalenti a poco meno di 59 milioni di dollari) e all'Aston Villa, entrambe di seconda categoria: quest'ultimo è stato acquistato pochi mesi fa per 88 milioni di dollari da Tony Jiantong Xia, a capo del Recon Group, conglomerata che controlla cinque società quotate a Hong Kong e in Cina che operano nei settori delle infrastrutture, dei trasporti, della salute e dell'agricoltura. Altro importante investimento è quello del China Media Capital di Li Ruigang, che detiene oggi il 13% del City Football Group, proprietario del Manchester City e del New York City, per un investimento complessivo di circa 400 milioni di dollari.

Non nel calcio, ma nel basket, è entrata invece, Wanda, che a giugno scorso ha chiuso un accordo on la Fiba, l'ente che governa la pallacanestro mondiale: fino al 2033 sarà "partner esclusivo a livello mondiale per la vendita e il marketing di sponsorizzazione e dei diritti di licenza" per gli eventi gestiti dalla Federazione Internazionale del Basket, tra cui anche quattro campionati mondiali di pallacanestro. Wanda, il colosso di Wang Jianlin, aveva però già messo un piede nel calcio, e nei diritti della serie A, lo scorso anno, quando aveva rilevato il gruppo Infront: prima ancora, nel 2014, aveva rilevato il 20% dell'Atletico Madrid.

A marzo scorso, invece, la conglomerata di Wang Jianlin aveva siglato una partnership con la Fifa, aggiungendo il proprio nome a quello di altri sei grandi sponsor, con l'obiettivo di fare crescere le quotazioni della Cina come Paese ospite di un Mondiale di Calcio, dal 2030 in poi. Ospitare un mondiale di calcio, e magari vincerlo, è uno dei sogni sportivi del presidente cinese, Xi Jinping. Per arrivarci, la Cina non sembra badare a spese: ad aprile scorso, la China Football Association aveva svelato il piano trentennale che dovrà fare del gigante asiatico un gigante anche nel calcio. L'obiettivo è quello di diffondere lo sport a cominciare dalle scuole, fondando nuove scuole calcio e aumentando i campi di calcio nell'immenso Paese asiatico.

 

04 AGOSTO 2016

 

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