GLI INVESTIMENTI CINESI CHE RIDISEGNANO IL CALCIO EUROPEO

Di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 6 giu. - Non solo Inter. Gli investimenti cinesi nel calcio stanno ridisegnando la geografia e gli assetti societari dei club più o meno grandi del calcio europeo e l'acquisto del club neroazzurro rappresenta solo l'ultimo di una serie di investimenti cinesi nel mondo del pallone. Tra i più importanti ci sono quelli di Wang Jianlin, il patron della conglomerata Wanda, che ha acquistato il 20% dell'Atletico Madrid per 52 milioni di dollari nel 2014, e da poche settimane è diventato il sesto sponsor della Fifa, aggiungendosi a brand internazionali come Adidas, Coca Cola, Gazprom, Hyundai e Visa. In trattative per entrare tra gli sponsor della Fifa, c'è anche Alibaba, il gigante dell'e-commerce fondato da Jack Ma, che è proprietario del 50% del Guangzhou Evergrande, la più blasonata delle squadre di calcio cinesi. Lo scorso anno, infine, il gruppo Wanda di Wang Jianlin è diventato proprietario anche del gruppo svizzero Infront, che gestisce i diritti della serie A. 

Altro grosso investimento è quello di China Media Capital, di Li Ruigang, che detiene il 13% del City Football Group, proprietario del Manchester City e del New York City, per un investimento complessivo di 400 milioni di dollari. Tra i più recenti affari andati in porto, c'è la prima acquisizione da parte di un cittadino cinese di un club di Premier League, l'Aston Villa, che ha raggiunto un accordo con il tycoon cinese, Tony Jiantong Xia, per 88 milioni di dollari. Xia è a capo del poco noto Recon Group, una conglomerata che controlla cinque società quotate a Hong Kong e in Cina e che opera nei campi delle infrastrutture, dei trasporti, della salute e dell'agricoltura. Gli investimenti nel calcio riguardano anche il campionato cinese. Nel periodo tra gennaio e febbraio scorso, prima dell'inizio della Super League, la serie A cinese, i club della massima divisione del gigante asiatico avevano speso in campagna acquisti l'equivalente di 337 milioni di euro, battendo la stessa Premier League (a quota 253 milioni) e la serie A (a 87 milioni di euro). Proprio il Jiangsu Suning del gruppo di elettrodomestici cinesi che da oggi controlla anche l'Inter è in cima alla classifica degli acquisti con i 50 milioni di euro spesi per l'acquisto di Alex Texeira dallo Shakhtar Donetsk.

Non ci sono solo i campioni. Il calcio è al centro di una manovra più complessa che riguarda anche il governo. Nel 2014 era stata annunciata l'introduzione del calcio tra le materie obbligatorie nelle scuole elementari e medie in Cina, per diffondere lo sport tra i giovani, e ad aprile scorso, la Chinese Football Association aveva svelato il piano trentennale per fare della Cina una superpotenza calcistica entro il 2050. Un obiettivo ambizioso, soprattutto se si considera che la Cina è riuscita a qualificarsi per la fase finale dei Mondiali di Calcio solo una volta, nel 2002, e risulti oggi all'ottantunesimo posto nel ranking Fifa. Tra gli obiettivi del piano c'è la diffusione del calcio come sport, ancora poco praticato, con la costruzione di almeno un campo da calcio ogni diecimila abitanti entro il 2030. Entro il 2020, invece, la Cina punta ad avere almeno 50 milioni di persone, tra adulti e bambini, che giochino a calcio e ad aprire a livello nazionale almeno ventimila scuole calcio e settantamila campi da gioco.

 

06 MAGGIO 2016

 

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